Fusione fredda: Defkalion pronta alle vendite e l'E-Cat di Rossi si prepara al contrattacco

ecat robotiz

Fusione fredda. L'E-Cat continua a suscitare curiosità tra gli utenti di tutto il mondo. Sul Journal of Nuclear Physics, un recente interrogativo riguarda la produzione del catalizzatore, che stando a quanto riferito da Rossi qualche tempo fa, sarà robotizzata. Ma mentre in Grecia si corre contro il tempo, Rossi dal Journal annuncia che la Leonardo Corporation starebbe allargando la cerchia dei suoi investitori.

Riguardo alle certificazioni, un utente che si firma Piero, è perplesso per “il fatto che una catena di montaggio robotizzata è stata messa in atto, mentre la certificazione dell'E-Cat va ancora a rilento”. Effettivamente, questo processo a due velocità lascia pensare. Ma a suo avviso, Rossi non dovrebbe lasciare al caso tale questione, ossia procedere alla realizzazione delle linee produttive prima ancora di aver completato le certificazione del catalizzatore.

Per questo l'utente ha ipotizzato: “Temi che qualche modifica di progettazione imposta dall'agenzia che si occupa delle certificazioni potrebbe causare ingenti investimenti supplementari in termini di tempo e denaro? Oppure si tratta solo di un rischio calcolato che si è deciso di sfruttare, per soddisfare i vostri obiettivi?

In sostanza, chiede, perché procedere alla costruzione delle linee di produzione se ancora l'E-Cat è passibile di modifiche? Inoltre, proprio i cambiamenti che verranno introdotti non potrebbero pesare negativamente su costo finale dell'E-Cat?

E Rossi pare aver gradito la domanda, perché ha risposto: “Buona domanda: sì, sto rischiando, ma è pur vero che una linea robotizzata è anche riprogrammabile: ci aspettiamo alcune modifiche, ma, come giustamente ha scritto, se aspettiamo la fine del processo di certificazione per avviare la preparazione della fabbrica si rischia di ritardare. Come lei ha giustamente detto, accetto i rischi, ma rimangono comunque calcolati: un ritardo costa più di una modifica”.

I timori di Rossi, legati al tempo perduto, riguardano forse i concorrenti, primi tra tutti i greci della Defkalion. Fino a quando non sarà avviata la produzione di massa dei suoi prodotti e la loro effettiva commercializzazione, come spiega E-Catworld, la minaccia principale è rappresentata infatti dai potenziali concorrenti, quindi è importante per l'E-Cat non accumulare ritardi.

Gli ultimi rumors provenienti dalla Defkalion sembrano lasciar presagire che in Grecia le cose stiano andando piuttosto bene. Sterling Allan, inviato di PESN avrebbe infatti visitato i laboratori greci dove si lavora alla fusione fredda, riferendo di aver visto delle cose buone: “Mi hanno mostrato il set-up sperimentale in esecuzione, mentre produceva calore. Esso comprende una camera di controllo e una camera di reazione. Dopo che le due sono fatte funzionare contemporaneamente - una con la reazione nucleare a bassa energia e una senza – viene dimostrato che il sistema produce calore attraverso le LENR con una quantità 20 volte maggiore” rispetto all'energia in ingresso.

Secondo Allan, inoltre “la Defkalion sta lavorando molto velocemente” per annunciare a breve i primi 18 acquirenti che saranno autorizzati a produrre e distribuire la tecnologia nei loro rispettivi paesi, con un contratto in esclusiva per le regioni. E ogni licenza costerà 40,5 milioni di euro.

Quale sarà la prossima mossa di Rossi?

Francesca Mancuso

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