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Il satellite Fermi scopre l'antimateria nei cieli della Terra

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Lampi di antimateria al di sopra di tempeste e fulmini. Questo è lo straordinario fenomeno scoperto grazie al satellite Fermi della Nasa. Secondo le prime analisi del fenomeno, fatte dai ricercatori della Agenzia Spaziale Statunitense e presentato a Seattle al convegno annuale dell’American Astronomical Society, il processo che genera antimateria ha inizio a partire dai 'superlampi gamma'.

Già rilevati dal satellite italiano Agile – questi si generano durante le tempeste tropicali sprigionando livelli altissimi di energia fino a decine di miliioni di elettronvolt (un elettronvolt, simbolo eV, è l'energia cinetica acquistata da un elettrone libero quando è accelerato da una differenza di potenziale elettrico di 1 volt nel vuoto). 

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L’intenso campo magnetico sopra il temporale genera un’eruzione di elettroni, accelerati verso l’alto, al di sopra delle nuvole, a velocità prossime alla luce.

Quando questi elettroni ultraveloci vengono deflessi nella loro traiettoria dalle molecole d’aria emettono raggi gamma terrestri, o TGF. A volte, capita che un fotone di questi lampi super-energetici passi vicino al nucleo di un atomo, lo colpisca, e lo spacchi in due, generando una coppia di particelle opposte: un elettrone e il suo contrario, un positrone. Ovvero, antimateria.

L’energia registrata da FERMI, pari a 511.000 elettronvolt, indica con precisione che un elettrone s’è scontrato con la sua controparte, un positrone.

Andrea Pallini



Tags: antimateria  satellite fermi  nasa  fulmini  

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