Scoperta dell'America: le 5 cose che non sapevamo su Cristoforo Colombo

cristoforo colombo

Il 12 ottobre è stato il Columbus Day, il giorno di Colombo per gli americani. Una giornata per ricordare e celebrare la scoperta dell'America che, oggi, è diventata un'occasione per festeggiare e, soprattutto, per celebrare un avvenimento in nome del profano merchandising.

Ad ogni modo, come ogni evento storico che si rispetti, anche quello del giorno in cui fu scoperta l'America cela misteri e segreti. O per meglio dire, errori. A partire da quello che commise Cristoforo Colombo, credendo di aver scoperto le Indie.

Ecco, dunque, 5 errori che dovremmo considerare. Con buona pace degli austeri libri di storia.

La Terra è tonda, e Colombo voleva provarlo

Erano arrivati a sostenerlo anche i greci, circa 2 mila anni prima. Precisamente, Pitagora, nel VI secolo a.C., fu il primo a ipotizzare che la Terra non fosse piatta. Poi venne Aristotele il quale, addirittura, fornì alcune prove. L'ombra della Terra sulla Luna e la curvatura del pianeta erano tra queste. A seguire, Eratostene determinò la forma della Terra e la sua circonferenza grazie alle nozioni di geometria dell'epoca. E, infine, Claudio Tolomeo che, nel II d.C., nel suo trattato sulla matematica, descrisse forme e movimenti planetari.

Cosa fece, dunque, Colombo? Una serie di errori considerando i continenti più grandi di quanto in realtà non fossero. L'Europa, infatti, era più estesa e, navigando ad ovest credendo di raggiungere l'Asia, si imbatté con le coste di un altro continente. Il Nuovo Mondo, appunto.

Colombo scoprì l'America

Insomma, le “Americhe” non furono scoperte da Colombo se pensiamo che, al contrario, queste erano già popolate da tribù indigene. E non solo. Dovremmo anche ignorare il fatto che, intorno all'anno 1000, Leif Ericson effettuò un viaggio in Groenlandia e in prossimità del Canada. Tuttavia, Cristoforo Colombo affermò per tutta la vita, fino al punto di morte, di essere approdato in Asia.

A Colombo va il merito di aver scoperto l'arcipelago delle Bahamas, da egli stesso chiamato Hispaniola. E nei suoi viaggi seguenti, navigò sempre a sud. Quindi, mai e poi mai giunse sulle coste dei moderni Stati Uniti.

La domanda sorge spontanea. Perché allora, a scuola, ci insegnano che fu Colombo a scoprire l'America? La storia affonda le radici in un contrasto tra Stati Uniti e Inghilterra. Un certo John Cabot, nel 1497, scoprì Terranova, aprendo di fatto la strada alla colonizzazione inglese nel Nord America.

Colombo ha introdotto la sifilide in Europa

A quanto pare, la sifilide probabilmente esisteva già da millenni in Europa. Anche i greci ne descrivevano i sintomi. E le cronache storiche ci ricordano che, nel 1494, a Napoli, scoppiò un vero e proprio sciame di casi dovuti alla malattia. Inoltre, nel XIII secolo, in una cittadina inglese sulla costa, Kingston upon Hull, fu decimata per i numerosi casi di sifilide dovuti ai frequenti approdi da parte dei marinai nel porto. Lo assicurano le analisi del DNA e la datazione al carbonio effettuate sui ritrovamenti ossei.

Colombo morì sconosciuto in povertà

Al contrario di quanto si racconti, quando Cristoforo Colombo morì non era così povero come si vuole far credere. Viveva in modo agiato a Valladolid, nella Corona di Castiglia, ovvero l'odierna Spagna. Patì i dolori dell'artrite, questo è vero. Ma subì anche un arresto per tirannie contro i popoli indigeni delle Americhe. Fu graziato da re Ferdinando, ma sempre da quest'ultimo fu privato della maggior parte dei profitti delle sue scoperte, a lui promesse dallo stesso re e dalla regina Isabella.

Dopo la sua morte, la sua famiglia prese in pugno la questione e citò la famiglia reale. Un processo che la storia ricorda come Colombinos Pleitos. Si concluse a favore degli eredi di Colombo.

Colombo non ha fatto nulla di significativo

Sebbene molte prove storiche giochino a svantaggio delle imprese di Cristoforo Colombo, qualcosa di importante deve pur averlo fatto. E, infatti, il prode navigatore aiutò a stabilire meglio la conoscenza degli alisei, ossia i venti che soffiano ai Caraibi e quei venti occidentali in grado di riportare una nave in Europa.

Ma Colombo fu anche il primo europeo a soggiornare nelle sue Americhe. E la notizia di questo navigatore nel Nuovo Mondo presto raggiunse il vecchio continente, ponendo le basi per l'era della conquista europea. Tuttavia, ancora la storia ci racconta e ci fa riflettere su alcuni eventi, anche sanguinosi, in nome della diffusione del cristianesimo. Se fu un bene o un male aver scoperto le popolazioni indigene è un dato puramente soggettivo. Il loro sfruttamento e il successivo annientamento ci farebbe sostenere che, dopotutto, Colombo avrebbe potuto non arrivarci mai su quelle terre incontaminate. Ad ogni modo, Colombo cambiò le sorti del loro futuro. E quello delle future generazioni. E questo è certo.

Federica Vitale

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