Come venne costruita la piramide di Micerino? Svelati i segreti

piramide micerino

Delle piramidi si è detto e ipotizzato di tutto e di più. Ma, messe da parte le teorie sulle tecniche di costruzione di queste meraviglie e sul loro utilizzo, gli scienziati hanno cercato di orientare i propri studi verso quel che era la “vita sociale” che si dipanava attorno ad esse. Quel che si è scoperto, dunque, sono stati anche dei resti di una massiccia struttura destinata al ristoro dei lavoratori. Immaginiamo un servizio di catering dei tempi antichi che ha alimentato costruttori ed ingegneri con più di 1.814 kg di carne tutti i giorni. All'ombra delle famose piramidi di Giza.

Gli archeologi, infatti, hanno trovato i resti di un'antica città operaia vicino alle piramidi. Si trova a circa 400 metri a sud della Sfinge ed fu utilizzata per ospitare i lavoratori che costruirono la piramide del faraone Micerino, la terza e ultima piramide nella piana di Giza.

Il sito è conosciuto anche con il suo nome arabo di Heit el-Ghurab e, a volte, è stata anche chiamata "la città perduta dei costruttori di piramidi". Finora, i ricercatori hanno scoperto un cimitero nelle vicinanze che custodisce i corpi dei costruttori della piramide; e, del tutto imprevisto, anche un recinto, destinato alle possibili aree di macellazione sul bordo meridionale della città e mucchi di ossa di animali.

giza-pyramid

Sulla base dei reperti ossei degli animali, i dati nutrizionali e altre scoperte che ruotano attorno al sito della città, gli archeologi stimano infatti che più di 1.814 kg di carne bovina, ovina e caprina sono stati abbattuti e macellati ogni giorno, e in media, per alimentare i costruttori della piramide. "Si aveva cura delle persone ed erano ben nutrite quando erano al lavoro", ha affermato Richard Redding, direttore di ricerca presso l'Ancient Egypt Research Associates (AERA), un gruppo che si è occupato dello scavo e dello studio del sito della città per circa 25 anni.

Probabilmente occupato e in uso per un periodo di 35 anni, i ricercatori hanno scoperto nel perimetro occupato dall'antica città dei lavoratori una vera e propria pletora di ossa di animali. Anche se gli addetti ai lavori non sono ancora sicuri dell'esatto numero di ossa, Redding stima di aver identificato circa 25 mila pecore e capre, 8 mila bovini e mille ossa di maiale. "Inutile dire che lavorare alla costruzione della piramide fu un duro lavoro. Gli operai avevano bisogno di almeno 45g/50g di proteine al giorno", continua Redding. Metà di queste proteine sarebbero probabilmente state assunte dal pesce, dai fagioli, dalle lenticchie e altri fonti non derivanti dalla carne; mentre l'altra metà sarebbe giunta proprio dalle pecore e le capre e dai bovini.

Latte e formaggi, inoltre, con tutta probabilità non erano nemmeno consumati a causa di problemi di trasporto e di bassa resa del latte del bestiame in quel periodo, sempre secondo quanto sostiene Redding. Combinando questi dati e quelli di altre fonti di proteine in rapporto al numero delle ossa trovate, nonché la quantità di carne e di proteine che si può ottenere da un animale, Redding ha così determinato che circa ogni giorno si consumavano 11 bovini e 37 ovini o caprini. Per mantenere questo livello di macellazione, gli antichi egizi avrebbero dovuto possedere, e forse possedevano effettivamente, una mandria di 21.900 bovini e 54.750 tra ovini e capre.

E solo per mantenere la consegna regolare destinata ai lavoratori di Giza.

Federica Vitale

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