La più grande estinzione potrebbe essere stata causata dai batteri

batteri estinzione massa

La più grande estinzione di massa nella storia del nostro pianeta, quella del Permiano-Triassico, potrebbe avere degli insospettabili “colpevoli”: batteri appartenenti ad una particolare progenie e capaci di produrre grandi quantità di metano. Questo è il sorprendente risultato di uno studio dei ricercatori del MIT presentato all'American Geophysical Union.

Nel corso della storia della vita sulla Terra, iniziata circa 3 miliardi di anni fa, si sono succedute almeno cinque grandi estinzioni di massa (denominate scherzosamente “big five”), la più famosa delle quali è quella che, 65 milioni di anni fa, pose fine al dominio dei dinosauri sulle terre emerse e segnò l'avvento dei mammiferi – e dell'uomo. Non fu però la più drammatica: come accennato, 250 milioni di anni fa, infatti, scomparve addirittura il 96% delle specie marine e complessivamente il 50% delle famiglie animali allora esistenti. Questo cataclisma ha preso il nome di Great Dying, o Grande Morìa, e molte sono state, nel corso degli anni, le ipotesi volte a spiegarne le cause: eventi catastrofici, come collisioni con corpi celesti o un intenso vulcanismo, o meccanismi più graduali, come fluttuazioni del livello del mare o una estrema siccità.

Il nuovo studio suggerisce una combinazione di questi fenomeni, unita all'azione dei batteri metanogeni. Tutto iniziò, secondo gli scienziati, con l'eruzione dei vulcani del Trappo Siberiano, un vero e proprio cataclisma che produsse qualcosa come 7 milioni di chilometri cubici di lava e che immise nell'atmosfera una quantità di polveri e ceneri tali da alterare il clima e raffreddare la temperatura del globo intero. Ma non era ancora finita: la lava, ricca di nickel, nel corso dei millenni sprofondò negli oceani e fu colonizzata da batteri del genere Methanosarcina, i quali utilizzano il nickel per il loro metabolismo (producendo come scarto il metano); l'improvvisa abbondanza di quel particolare elemento a causa delle eruzioni provocò l'esplosione della popolazione di Methanosarcina, e il conseguente picco nella produzione di metano biologico.

Un'ulteriore conseguenza fu la drastica diminuzione dell'ossigeno disciolto negli oceani, poiché veniva impiegato anch'esso dai batteri nel loro metabolismo: ciò fu la causa dell'estinzione di quasi tutte le specie marine esistenti all'epoca. Il metano rilasciato in atmosfera, invece, causò un forte incremento dell'effetto serra, provocando un riscaldamento dell'atmosfera ed un ulteriore sconvolgimento del clima, già segnato dalle eruzioni avvenute in precedenza.

La Terra divenne quasi inabitabile, e gli organismi viventi complessi rischiarono la totale estinzione; ci vollero circa 10 milioni di anni affinché la vita potesse riprendersi completamente, e tra i nuovi dominatori emersero proprio i dinosauri.

Ad oggi, l'unica debolezza di questa teoria risiede nello spiegare compiutamente come fece la lava ad entrare in contatto con i batteri oceanici, ma offre uno scenario credibile di come potrebbero essere andate le cose. Del resto, in missioni come la Deepwater Horizon, che hanno esplorato gli abissi marini, sono stati scoperti diversi tipi di batteri capaci in effetti di sintetizzare idrocarburi come il metano, cosa che probabilmente fecero anche i loro antenati, rischiando di compromettere la vita sul nostro pianeta.

Stefano Dell'Oro

Leggi anche:

- Cambiamenti climatici: in passato provocarono estinzioni di massa

- Gas serra, tutta colpa delle flatulenze dei dinosauri

Pin It

Cerca

Noi raccomandiamo Buono ed Economico