Tecnologie complesse: c'erano anche nella preistoria

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Nelle caverne gli esseri umani non erano poi così primitivi: lo dimostra il ritrovamento di sofisticate lame in pietra in Sud Africa, risalenti a più di 70 mila anni fa. La scoperta, opera di un gruppo di ricerca dell'Arizona State University (Usa) guidato dall'archeologo Curtis Marean, suggerisce anche come gli esseri umani abbiano tramandato le conoscenze ai discendenti usando i mezzi a disposizione nella loro epoca.

Le lamelle, ventisette in tutto e lunghe non più di 3 centimetri in media, erano probabilmente punte di spada, sostiene Marean. Chiamate in gergo archeologico 'microliti' (letteralmente 'micropietre'), sono state ritrovate sotto strati di terra e sabbia, e coprono un periodo lungo circa 11 mila anni. Questo dimostra come gli esseri umani abbiano utilizzato questa tecnologia per molto tempo, tramandando di generazione in generazione questo sapere.

John Shea, paleoantropologo presso la Stony Brook University di New York, sostiene che, alla luce di questa scoperta, le precedenti ipotesi sullo sviluppo della nostra specie sono probabilmente sbagliate. Infatti alcuni studiosi supponevano come fossero comparsi sulla Terra degli Homo Sapiens precoci diversi proprio in queste abilità da quelli moderni, di circa 50 mila anni fa. Ma, se già 70 mila anni fa i nostri antenati erano in grado di progettare e usare lame come queste, la teoria decade automaticamente.

Per costruire tali strumenti, la metodologia era probabilmente molto complessa: innanzitutto era necessario raccogliere una roccia chiamata silcrete, quindi sottoporla a trattamento termico per renderla più facile da trattare, in modo da ridurla in pezzetti. Gli antichi artigiani dovevano poi utilizzare una pietra più grande per modificarne le schegge, in modo da smussarle da una parte ed usarle come lame dall'altra.

Marean ritiene che queste persone dovessero essere in grado di parlare l'un l'altro per trasmettere una tale procedura. "Bisogna avere alta fedeltà di trasmissione in un processo del genere –ha spiegato l'archeologo- Per comunicare attraverso le generazioni, pensiamo che quasi certamente questi uomini avessero un linguaggio complesso". Ma non tutti gli studiosi concordano sul fatto che questo costituisca la prova del cosiddetto 'pensiero complesso', poiché l'individuazione di questi strumenti non è stata accompagnata, almeno finora, a quella di altre espressioni dell'abilità cognitiva, come gli ornamenti o la produzione artistica.

Non è nemmeno sicuro che queste lame siano state le armi con le quali l'Homo Sapiens ha sconfitto il cugino Neanderthal nella supremazia del pianeta. Ma il loro ritrovamento può essere la porta verso ulteriori e potenzialmente rivoluzionarie scoperte sui nostri antenati.

Roberta De Carolis

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