L'uomo di Neanderthal era destrimano. La prova nei denti

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L'uomo di Neanderthal era destrimano o mancino? L'essere destrimani è una peculiarità tipicamente umana. Questi, addirittura,superano di numero i mancini in un rapporto di nove a uno. Ma per risalire a questa caratteristica quanto tempo addietro occorre andare? È proprio il quesito al quale hanno cercato di rispondere i ricercatori studiando l'arte preistorica, gli utensili e le ossa umane.

Il gruppo di ricerca è coordinato da David Frayer, professore di Antropologia presso l'università del Kansas. Lo studio è stato condotto grazie ai segni rilevati sui denti fossilizzati per dimostrare come tale caratteristica risalga effettivamente a molto tempi fa, ossia a più di 500 mila anni fa.

I graffi rilevati su incisivi e canini sono il prodotto del corso di un'intera vita. Questi si sarebbero formati a causa dell'accidentale contatto con gli utensili di pietra. "Tirare il cibo con la mano sinistra e il tagliarlo con la destra lascia graffi obliqui in una particolare direzione, se l'utensile colpisce per caso il dente", riferisce il professor Frayer.

E, nel complesso, Frayer e colleghi si sono concentrati sull'analisi di alcune incisioni angolate sulla destra nel 93,1 per cento dei 20 scheletri degli individui campione. “È difficile interpretare questi dati in modo diverso da quello secondo cui la lateralità era presente già nei primi fossili europei con i Neanderthal", spiega il professore.

In particolare, ci si è concentrati su "Regourdou", uno scheletro rinvenuto in Francia nel 1957, non lontano dalle caverne di Lascaux. I ricercatori sostennero sin dall'inizio che questo individuo fosse destrimano proprio per la robusta costituzione e muscolatura del suo braccio destro rispetto al sinistro. Le analisi odierne confermano quel che si sostenne da principio e si collegano questi dati ai segni identificati sui denti. È noto come questi fossero per l'uomo di Neanderthal la "terza mano" con la quale tirare e manipolare oggetti e cibo.

Ma non è tutto. Gli esperti sostengono che le scoperte abbiano implicazioni nella comprensione del linguaggio delle popolazioni antiche. Questo, infatti, è situato nella parte sinistra del cervello, ossia anche quella che controlla la parte destra del corpo. Esiste, dunque, un collegamento tra l'essere destri di mano e il linguaggio. "La correlazione tra lateralità della mano e lateralità del cervello mostra che il cervello umano era costituito in un modo 'moderno' da almeno mezzo milione di anni e, da allora, la struttura non è cambiata", sostiene Frayer. "Non c'è ragione di sospettare che questa struttura non si estenda più lontano nel passato e che il linguaggio abbia antiche, non recenti, radici".

La ricerca ha anche implicazioni sulle analisi del DNA, le quali suggeriscono come i neanderthaliani potessero parlare come gli umani prima che si estinguessero 30 mila anni or sono.

Federica Vitale

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