L'uomo di Neanderthal mangiava le verdure

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Anche l'uomo di Neanderthal mangiava verdure. Chi lo avrebbe mai detto? Soprattutto considerando che finora tutti gli studiosi si erano fermati all’idea che i nostri antenati si cibassero innanzitutto di carne e, per questa ragione, quando a causa della glaciazione gli animali si estinsero, fu destinato a scomparire anche questo primo esemplare di uomo. Pare invece che tali ominidi apprezzassero anche le verdure, meglio se cotte, che costituivano risorsa importante della loro alimentazione.

Questa innovativa ipotesi ci arriva da uno studio pubblicato su Naturwissenschaften. La ricerca ha dimostrato che l’uomo di Neanderthal aveva introdotto nella sua alimentazione quotidiana anche verdure e cereali. Alcuni reperti hanno testimoniato il consumo di vegetali e tuberi, ma restano i dubbi sui cadaveri rinvenuti completamente spolpati e che hanno fatto pensare a episodi di cannibalismo. "L'idea che gli uomini di Neanderthal fossero soprattutto carnivori è stata dura da accettare per il fatto che facevano parte di un contesto prevalentemente vegetariano", afferma Richard Wrangham, un antropologo della Harvard University di Cambridge, nel Massachusetts. "È entusiasmante vedere queste nuove tecniche applicate alla comprensione della paleo dieta.

Sono stati fatti alcuni ritrovamenti a El Sidrón, nella Spagna settentrionale. Si tratta di 13 scheletri e molti di questi possedevano alcuni segni sui denti. È stata Karen Hardy, un'antropologa presso la Autonomous University di Barcellona, a voler approfondire la ricerca e, quindi, scoprire perché questi denti avessero delle macchie e se la dieta fosse all'origine del problema. Insieme al suo collega Stephen Buckley, un chimico archeologico alla University of York, nel Regno Unito, ha usato il gascromatografo per analizzare le macchie rinvenute su un campione di dieci denti appartenenti a cinque neanderthaliani ritrovati nella grotta. Il risultato è stato che tali macchie erano il risultato di residui di carboidrati.

Ciò ha fatto pensare che l'uomo di Neanderthal consumasse una vasta varietà di specie vegetali. L'analisi delle dentatura ha rivelato come i soggetti in vita si fossero nutriti di vegetali, come legumi, semi e datteri da palma, Inoltre, alcune particelle di tali alimenti mostravano evidenti tracce di cottura. Tuttavia, quasi assenti erano i lipidi e le proteine della carne.

Nel caso in cui gli uomini primitivi vissuti 170mila anni fa si fossero nutriti di carne umana, per esempio, si spiegherebbero anche le malattie che poi li avrebbero portati all’estinzione. Nel caso contrario, invece, cioè che si cibassero di verdure e cereali, vuol dire che erano in buona salute e si dovrebbero cercare altre cause per l’estinzione verificatasi 28mila anni fa. Molto probabile anche l'ipotesi secondo la quale gli uomini di Neanderthal usassero alcune specie vegetali come medicina. Dei moderni farmacisti, insomma, che usavano alcune erbe per produrre antinfiammatori e antisettici. "Tutti i moderni primati facevano uso di piante medicinali, quindi forse anche i neanderthaliani ne facevano uso", asserisce la dottoressa Hardy?

Questo studio, dunque, apre nuovi interrogativi sulle abitudini di vita dei nostri antenati, ma offre anche nuove prospettive per approfondimenti che potrebbero portare a nuove e sorprendenti scoperte. In ogni caso, rimane insoluta la questione della loro scomparsa: tra le ipotesi più probabili, l'incapacità di far fronte ai mutamenti climatici ed i contrasti o l'ibridazione con l'Homo Sapiens.

Federica Vitale

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