Cubo di Rubik: in Cina era una sfera

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È considerato il cubo di Rubik dell'Antica Cina, della quale ci rimangono oggi oggetti raffinati di arte fine e di artigianato. Non è un vero e proprio cubo, ma il rompicapo è molto simile. In realtà sono delle sfere di avorio intagliato che ben riassumono l'eleganza del dettaglio dell'antica arte cinese.

Questo puzzle consiste di una serie di sfere incastonate l'una nell'altra e ognuna delle quali ruota liberamente e indipendentemente dalle altre. Il prezioso intaglio che le arricchisce le rende uniche e diverse l'una dall'altra. Questi lavori di pazienza possono essere formati da tre a sette sfere, sebbene il puzzle sferico più grande mai rinvenuto contenga fino a 42 palle incastonate. Il gioco di pazienza sta nel manipolare le sfere fino ad allinearne i buchi di cui sono formate.

Ma come venivano creati esattamente questi puzzle sferici? Sicuramente occorreva molta pazienza e una mano decisamente ferma nel manipolarle. I maestri cinesi ruotavano una palla solida su un tornio e iniziavano a praticare i fori verso il centro di ogni oggetto. Quindi, utilizzando speciali strumenti a forma di "L", cominciavano a separare le sfere più interne. L'artigiano abbassava lo strumento più lungo fino alla base ristretta di ogni buco e lo ruotava in modo da intagliare la sfera più interna. Infine, utilizzando il secondo strumento più lungo, incideva un arco più ampio e separava la seconda palla. E così via dalla sfera più interna al guscio più esterno. Ovviamente risultava più facile lavorare con il guscio esterno, quello caratterizzato dagli intagli più preziosi, di solito un drago e una fenice.

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I puzzle cinesi sono così delicati che possono essere creati esclusivamente a mano. Persino il più piccolo movimento può distruggere il lavoro certosino di giorni. Per fare un esempio: è consigliabile non cercare di allineare tutti i fori alla perfezione perché si correrebbe il rischio di danneggiare ogni palla. Se proprio si vuol provare a mettere in funzione il meccanismo, basta munirsi semplicemente di uno stuzzicadenti.

Queste sfere misteriose erano spesso considerate di buon auspicio, degli oggetti portafortuna. Le loro decorazioni simboliche e la loro forma rimanda con il pensiero al cerchio della vita. Gli strati concentrici possono significare le direzioni dei quattro punti cardinali o degli elementi. Al contrario, gli intagli spesso richiamavano i simboli del drago e della fenice che corrisponderebbero allo yin e yang. Ed era propria una sfera del genere a venire donata in occasione di un matrimonio come simbolo di fertilità e prosperità.

Federica Vitale

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