Dinosauri: non erano animali a sangue freddo

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I dinosauri non erano animali a sangue freddo. La caratteristica che finora ha portato gli esperti a considerarli tali è stata ritrovata anche in alcuni animali a sangue caldo: si tratta degli anelli delle loro ossa. Lo ha scoperto un gruppo di ricercatori dell'Università Autonoma di Barcellona (UAB) che ha così riaperto il dibattito sui questi grandi rettili che vissero sulla Terra durante la preistoria.

Lo studio ha analizzato le linee di crescita arrestata (GAL) nelle ossa di circa un centinaio di ruminanti, rappresentativi della diversità specifica ed ecologica di quel gruppo di mammiferi. I risultati hanno mostrato che la presenza di queste linee non non genera calore interno, come era stato precedentemente pensato, poiché ne erano dotati tutti i mammiferi a sangue caldo. La scoperta ha smontato quindi la prova chiave dell'ipotesi secondo cui dinosauri fossero stati rettili a sangue freddo.

Il lavoro è stato guidato da Meike Köhler, ricercatore e paleontologo insieme a Ronny Aanes, ricercatore del Norwegian Polar Institute, a Nekane Marín, dottorando presso l'UAB e a Xavier Jordana, docente di studi post-laurea dello stesso ateneo.

I GAL sono visti nelle sezioni ossee, come anelli scuri, simili a quelli presenti nei tronchi d'albero. Gli anelli si sono formati, sia nei mammiferi studiati che negli alberi, durante le stagioni sfavorevoli (inverno o stagione secca) quando la crescita dell'organismo è ferma a causa della mancanza di risorse.

La presenza dei GAL nelle ossa è stato, fino ad ora, considerato il più chiaro indicatore di ectotermia, ossia della presenza di calore interno. Meike Köhler spiega: "lo studio che abbiamo condotto è molto importante, sia in termini di quantità di materiale sia per la diversità delle specie su cui abbiamo lavorato, ma non lo abbiamo progettato per trovare una risposta alla termofisiologia dei dinosauri. Abbiamo cercato di comprendere meglio la fisiologia dei mammiferi esistenti e di come l'ambiente li riguardi, ad esempio attraverso le loro variazioni di crescita a causa delle temperature esterne, della pioggia e della disponibilità di cibo e acqua".

Si tratta del primo studio sistematico, basato su un ampio campione rappresentativo di mammiferi di una grande varietà di ecosistemi, che dimostra che il GAL non indica una fisiologia di ectotermi, ma fornisce informazioni su come la fisiologia (metabolismo) di un animale cambia a seconda dei cambiamenti stagionali endocrini, sia negli animali a sangue freddo che in quelli a sangue caldo. Questi cambiamenti rappresentano un patrimonio comune a tutti i vertebrati e sono una sorta di orologio interno che regola le esigenze degli animali in base alla disponibilità stagionale di risorse.

Nonostante il fatto che questi cambiamenti fisiologici hanno una forte componente genetica, sono anche funzionali e loro intensità dipende dalle condizioni ambientali in cui essi vivono. I principali fattori ecologici, dunque, sono più la pioggia e la fornitura limitata di cibo e acqua, piuttosto che la temperatura esterna. Questa scoperta apre una nuova linea di ricerca sulla conservazione della biodiversità sul nostro pianeta oggi.

Lo studio è stato pubblicato su Nature.

Francesca Mancuso

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