Russia: resuscitata una pianta preistorica dopo 30mila anni

silene

Una pianta preistorica è tornata in vita. E non è un miracolo, ma il frutto delle ricerche di un gruppo di scienziati dell'Accademia delle Scienze Russa che ha resuscitato dal permafrost siberiano un esemplare di Silene stenophylla, risalente al Pleistocene.

In una piccola fossa a 38 metri di profondità gli studiosi hanno rinvenuto dei semi, probabilmente accatastati da un previdente scoiattolo. Semi che hanno attraversato diverse ere e che dopo 30mila anni sono giunti fino a noi dai ghiacci siberiani.

Il merito degli esperti russi è stato quello di rigenerare la pianta attraverso il dna ricavabile dai suoi semi, rimasti nascoste nel permafrost siberiano per un periodo così lungo. I sedimenti sono riusciti ad arrivare fino a noi perché la piccola buca scavata da un antenato dello scoiattolo moderno era rimasta quasi cementata nel ghiaccio siberiano, senza il rischio di infiltrazioni d'acqua, scongiurate dalle bassissime temperature della “camera di congelamento”. “Gli scoiattoli hanno scavato il terreno ghiacciato per costruire le loro tane, che sono grandi più o meno quanto un pallone da calcio, mettendovi dentro fieno e pelliccia animale creando una camera di stoccaggio perfetta", ha dichiarato Stanislav Gubin, uno degli autori dello studio. “È una criobanca naturale".

Il ricercatore David Gilichinsky, del Soil Cryology Laboratory di Mosca, ha detto al DailyMail che i sedimenti si erano conservati ad una temperatura di -7 gradi centigradi. In questo modo, i russi sono riusciti a riportare in vita la pianta preistorica con un esperimento pionieristico che può far scuola. “Si tratta della più antica pianta mai rigenerata” hanno spiegato i ricercatori “ed è fertile e produce fiori bianchi e semi vitali”.

Svetlana Yashina dell'Istituto di Biofisica dell'Accademia Russa delle Scienze, a capo della riceerca ha spiegato che la pianta non è cambiata molto nel corso degli anni, ed è molto simile alla “pronipote” ancora esistente, che cresce ancora nella stessa zona nel nord-est della Siberia. “È una pianta molto vitale, e si adatta molto bene". Dopo aver raggiunto questo notevole risultato, gli studiosi cercheranno di rigenerare altre specie vegetali, e non solo. Proveranno infatti a ripetere l'impresa con altre fonti di vita, ad esempio i mammiferi vissuti durante l'era glaciale.

"Riteniamo indispensabile proseguire gli studi del permafrost alla ricerca di un pool genetico antico, quello della vita pre-esistente, che ipoteticamente è da tempo scomparsa dalla superficie della terra" hanno spiegato gli scienziati russi coinvolti nell'esperimento.

Aggiunge Gubin: "Se saremo fortunati, potremo trovare alcuni tessuti congelati di scoiattolo. E questo percorso potrebbe portarci fino al mammut". Già, il mammut. Anche un gruppo di studiosi giapponesi dell'Università di Kinki, da tempo è impegnato nella medesima impresa: riportare in vita il grosso bestione preistorico. Come? Sostituendo il nucleo di un ovulo di elefante con quello estratto dal campione di osso di un vero mammut.

Non stupitevi. Non ancora. Il successo della Stenophylla Silene ha dato un'ulteriore speranza agli scienziati, ossia quella di far rivivere eventuali organismi intrappolati nel ghiaccio permanente di Marte.

La ricerca è stata pubblicata su Proceedings of National Academy of Sciences.

Francesca Mancuso

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