Homo Sapiens: il più antico d’Europa è italiano

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È italiano il più antico Homo Sapiens in Europa. Nella Grotta del Cavallo infatti, in Puglia, sono stati trovati i resti di un bambino, due piccoli denti, e delle conchiglie. I risultati sono stati ottenuti dal gruppo di ricercatori guidato da Thomas Higham, dell'Università di Oxford, secondo il quale i resti risalgono a 43-45.000 anni fa.

Un secondo team di ricercatori, guidato da Stefano Benazzi dell'Università di Vienna, ha invece datato tra i 41 ed i 44.000 anni una mandibola proveniente dalla Kents Cavern, nel Devon (Inghilterra). Le due scoperte, pubblicate su Nature, hanno rimesso in discussione le teorie su come l'Homo Sapiens, partendo dall'Africa 60mila anni fa, si sia spostato in Europa, anticipandole di circa 5.000 anni. Fino ad oggi le tracce più remote della presenza dell’“uomo moderno” erano state ritrovate sui Monti Carpazi, in Romania, e risalivano a circa 38mila anni fa (quelle trovate in Italia sono ancora più recenti, di 3.000 anni dopo).

Le scoperte provengono da due caverne in cui si lavora da molti anni: i primi reperti nella Grotta del Cavallo furono scoperti nel 1961, e gli studiosi li hanno valutati di 36.000 anni fa, appartenenti però all'uomo di Neanderthal (vissuto in Europa tra 130.000 e 30.000 anni fa). Gli esami sui denti e sul materiale circostante, però, hanno portato a rivalutare non solo le epoche, ma anche i protagonisti.

Questi risultati sono stati ottenuti utilizzando nuove tecnologie che, tra le altre cose, hanno consentito di ricostruire i denti in 3D, le loro cavità interne, la forma delle radici, permettendo così di cogliere quelle piccolissime differenze che distinguono l'Homo Sapiens da quello di Neanderthal e dimostrando che la civiltà europea è ancora più antica di quanto si è sempre creduto.

Antonino Neri

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