Roma: a Ostia scoperto un antico cantiere navale

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La sensazionale scoperta ha avuto luogo in questi giorni al Porto di Fiumicino e si deve agli archeologi dell'Università di Southampton e della British School romana.

Il gruppo di ricercatori ha rinvenuto una struttura imponente che si ritiene possa essere un antico cantiere di età romana nel quale si costruivano le navi e vi si dedicava loro manutenzione.

I resti rinvenuti in quello che in antichità era considerato il porto marittimo dell'Impero appartengono a un edificio massiccio a base esagonale. Originariamente, si sostiene fosse collocato al centro del complesso portuale.

Con i suoi 145 metri di lunghezza, 60 di profondità e 15 di altezza, quello che è stato chiamato "l'arsenale di Traiano" ha tutte le carte in regola per essere considerato il principale cantiere navale dell'Urbe e, dunque, l'unico in grado di soddisfare le sue ambizioni egemoniche sul mare, essendo anche il più grande in assoluto mai identificato in tutto il Mediterraneo. Basti pensare che, nel periodo imperiale che va dal 27 a. C. al 565 d. C., il Mediterraneo e il porto di Fiumicino ricoprirono un ruolo di crocevia commerciale di primaria importanza per Roma.

L'imponente edificio fu costruito durante il regno di Traiano, tra il 98 e il 117 d. C., e nel V secolo fu trasformato in magazzino per la conservazione del grano. Inoltre, gli scavi hanno rivelato che gli usi dell'edificio erano diversi, fra i quali anche quello difensivo.

L'edificio in pietra era formato da otto vani paralleli, soffitti a volta ricoperti di legno che ospitavano le navi per la costruzione, la riparazione e la rimessa invernale. Per il momento, è stata portata alla luce solo la prima delle otto navate.

Gli scavi hanno contribuito a identificare la posizione degli otto vani che possedevano ciascuno un doppio affaccio, da una parte sull'antico porto di Claudio e dall'altra sul bacino esagonale di Traiano.

I pilastri, della larghezza di tre metri piantati nel II secolo d. C., erano probabilmente la struttura portante del gigantesco cantiere navale, forse il più grande della Roma Imperiale. Completamente diversi dai due finora noti, quello fluviale di Testaccio e l'altro marittimo di Ostia.

Un'ulteriore evidenza a supporto della tesi sono le incisioni ritrovate che fanno riferimento a una corporazione di costruttori navali o a un "corpus fabrum navalium portensium". Inoltre, un mosaico attualmente ospitato nel Museo Vaticano, raffigura la facciata di un edificio simile e mostra chiaramente una nave in ogni comparto.

Il team internazionale di archeologi ha in programma di proseguire gli scavi nell'aria per fare più luce sulla vera identità del Portus e acquisire in questo modo nuove nozioni sulle attività commerciali della Roma antica.

Federica Vitale

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