Ritrovato un fossile di anomalocaride, gambero preistorico

gamberone_preistorico

Avrebbe potuto sfamare un esercito per un mese e, probabilmente, era anche appetitoso”. È quanto afferma con tono scherzoso Derek Briggs, direttore dello Yale Peabody Museum of Natural History e coautore di una ricerca finanziata dal Committee for Research and Exploration della National Geographic Society.

Si sta parlando di un fossile di anomalocaride, un noto predatore marino preistorico, rinvenuto in Marocco, nella regione sudorientale. Il ritrovamento del fossile sembra suggerire nuovi particolari riguardo il periodo immediatamente precedente l’avvento dei dinosauri. Pare infatti che l’anomalocaride fosse l’indiscusso dominatore degli oceani e, in linea evolutiva, sembra che da esso siano discesi gli odierni crostacei. Il suo aspetto ricorda l’incrocio tra un gambero ed una seppia. Ciò che però lo caratterizzava erano gli arti anteriori provvisti di spine. La bocca era circolare e si dilatava e si richiudeva con lo stesso meccanismo che ricorda quello dell’obiettivo fotografico.

Era un gigante dei mari anche nelle dimensioni. I suoi 60 centimetri di lunghezza, infatti, lo rendevano l’essere vivente più grande esistente nell’epoca Cambriana, ossia il periodo che è intercorso tra i 542 e i 501 milioni di anni fa e che gli esperti ritengono essere stato il momento più prolifico dal punto di vista vitale sul nostro pianeta.

La straordinarietà della scoperta rimette in discussione alcuni limiti storici dell’epoca cambriana. Questo fossile, infatti, è molto recente visto che lo si data attorno ai 488 e i 472 milioni di anni fa, corrispondente ad un’altra era preistorica, quella Ordoviciana. Questa non trascurabile coincidenza sposterebbe di 30 milioni di anni la sopravvivenza dell’anomalocaride rispetto a quanto finora si è sostenuto grazie ad altri rilevamenti fossili. Gli anomalocaridi scompaiono dalle testimonianze storiche attorno ai 510 milioni di fa.

La scoperta del fossile è straordinaria poiché estremamente difficile rinvenire tessuti molli fossilizzati. Nel caso del fossile di anomalocaride ciò è stato possibile poiché sarebbe stato protetto da alcuni sedimenti che ne hanno preservato i tessuti.

Conclude Briggs a proposito dell’estinzione del gambero gigante senza lasciare eredi: “È presumibile che siano stati soppiantati da pesci o da altri predatori marini”.

Federica Vitale

Pin It

Cerca

Noi raccomandiamo Buono ed Economico