Creato Giovedì, 14 Ottobre 2010 13:05 Scritto da Federica Vitale

Lungo sette metri e alto circa due, 4 tonnellate e mezzo di peso. È l’identikit di un dinosauro la cui particolarità sta nel fatto di essere gobbo. E’ stato definito 'il cacciatore gobbo di Las Hojas', dal nome del luogo in cui il suo scheletro è stato ritrovato, vicino alla città di Cuenca, nella Spagna occidentale.
È il primo ritrovamento di questo esemplare, battezzato ufficialmente come Concavenator Corcovatus, e si tratta dello scheletro fossile di dinosauro più completo e meglio conservato di cui si abbia notizia in Europa. Scoperta del tutto insolita se si considera che reperti di questo tipo si riteneva potessero essere localizzati prevalentemente a sud dell’equatore.
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Invece, questo fossile aiuterà gli studiosi ad analizzare più accuratamente tutti i predatori appartenenti alla famiglia dei Theropodi, ossia quel gruppo di dinosauri, sia bipedi che carnivori, sviluppatosi nel Triassico, circa 220 milioni di anni fa e del quale faceva parte anche il più famoso T Rex.
Il professor Ortega, della National University of Distance Education di Madrid, ha spiegato come questo tipo di dinosauri Theropodi avessero "due caratteristiche predominanti: la gobba, appunto, e una serie di piccole protuberanze soprattutto nella zona dell’avambraccio". La gobba è "un elemento distintivo del tutto insolita - ha poi aggiunto l'esperto - sebbene sia presente sul dorso di alcune specie di uccelli, anche moderni".
Il ritrovamento del dinosauro di Las Hojas è per il professor Ortega di basilare importanza poiché lo scheletro, "oltre ad essere ben conservato", potrà "aiutare gli studiosi a delinearne la sua evoluzione storica".
I Theropodi, infatti, erano tra i più grandi predatori e di questi, oggi, si sa ancora ben poco. Lo studio in corso faciliterà dunque la vita dei ricercatori anche negli approcci scientifici più meticolosi, come già sta succedendo per i Carcarodontosauri, un’altra specie di dinosauri giganti, agili e veloci, vissuti nel basso Cretaceo, quasi 130 milioni di anni fa, anch’essi tra i più massicci predatori che la Terra abbia mai ospitato.
Federica Vitale