Dal 2010 56 avvistamenti Ufo in Italia. A vederli anche un astronauta nello spazio

Oggetti non identificati: verdi, bianchi, gialli, azzurri, rossi. A velocità pazzesche, diverse: 1.000, o anche 2.000 chilometri orari. In Italia ci sono stati almeno 56 avvistamenti Ufo negli ultimi 4 anni. Il dato, che focalizza l'indagine a partire dal 2010, è stato fornito nei giorni scorsi dall'Aeronautica italiana.

Ed apre nuovamente il dibattito sulla reale esistenza degli alieni, sulla presenza di ulteriori forme di vita intelligenti nell'Universo. Ma, più in particolare, fa sorgere una domanda: fosse vero, come appariremmo agli occhi degli extraterrestri? Probabilmente come delle piccolissime formiche, indifese, ottuse. Semplicemente: umani.

Tuttavia, è vero che dopo decenni di trasmissioni e radio interstellari alla scoperta di forme di vita intelligente extraterrestre non ci è pervenuto né un rassicurante messaggio di pace, né consigli per scongiurare catastrofi globali. ET, a quanto pare, se c'è, non ci ascolta. Almeno questo è stato il risultato del programma SETI (Search for Extra-Terrestrial Intelligence) diffuso qualche anno fa. Anche se il "terra chiama alieni" ha comunque quasi mezzo secolo di storia. Il primo tentativo di comunicazione interstellare venne infatti lanciato dalla Nasa quasi mezzo secolo or sono: 'Progetto Ciclope'. 

Tre anni più tardi, per celebrare un consistente ampliamento del radiotelescopio da 305 metri di Arecibo, un messaggio in codice di 1.679 bit raggiunse l' ammasso globulare M13 (anche costellazione di Ercole, ndr), distante da noi circa 25.000 anni luce. La sequenza di 0 e 1 che costituiva il messaggio era una matrice che conteneva alcuni dati sulla nostra posizione nel sistema solare, la figura stilizzata di un essere umano e alcune formule chimiche.

In ogni caso, le testimonianze di presenze aliene sul pianeta o di avvestimenti Ufo, diciamo vicini al verosimile, sono numerosissime. Basta pensare a Phoenix: 13 marzo 1997. Circa 10 mila persone residenti nel Nevada e nell'Arizona affermarono di aver osservato nel cielo una gigante navicella spaziale. Il fatto non suscitò però l'interesse della stampa nazionale. Ne parlò solo Usa Today, dopo tre mesi dall'evento.

Una delle più recenti testimonianze, considerate attendibili, resta quella dell'astronauta l'astronauta Leroy Chiao, per sei mesi e mezzo comandante della Stazione Spaziale Internazionale. Nelle scorse settimane Chiao ha chiosato di aver avvistato nel 2005, durante una passeggiata spaziale con il cosmonauta Salizhan Sharipov (i due venivano impegnati nell'installazione di alcune antenne per la navigazione) delle "luci che sembravano essere allineate come un segno di spunta a testa in giù; quello che ho visto volare era terribilmente strano".

In quel momento i due scienziati si trovavano a 230 miglia (circa 370 km) sopra la Terra e viaggiavano a oltre 17.000 chilometri all'ora. Parlando all'Huffington Post, lo scienziato ha aggiunto: "Sono scettico sulle ipotesi che la Terra venga visitata da alieni provenienti da un altro pianeta o da un' altra dimensione, ma non lo posso escludere al 100 per cento. Ho una mente aperta e credo ci sia altra vita nell'universo".

La Nasa ha cercato di fornire una spiegazione razionale all'evento, spiegando che quelle luci potessero provenire da una flotta di barche da pesca a centinaia di chilometri sotto i loro piedi. Vi basta?

Capablanca

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