Fine del mondo: i miti sulla catastrofe smentiti dalla Nasa

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Che il 21 dicembre 2012 sia riconosciuto come il giorno che ci porterà alla fine del mondo è ormai cosa nota. Lo dicevano i Maya nel loro calendario. Lo smentisce la Nasa con una serie di interessanti motivazioni. Quanti credono alle profezie catastrofiche potranno forse tranquillizzarsi con delle spiegazioni avanzate nel tentativo di smitizzare la disfatta del nostro pianeta.

Lo scontro con Nibiru, o il pianeta X o Eris

Nibiru è la causa che ci porterà alla distruzione segnalata dal web in modo decisamente frequente. Che si chiami Nibiru o pianeta X o Eris riscuote sempre un certo interesse. Il suo possibile impatto con la Terra, però, non ha basi scientifiche. Esso, infatti, avrebbe già dovuto essere identificato dagli astronomi, i quali da almeno qualche decennio avrebbero a loro volta dovuto delinearne una tracciabilità. E non solo: Nibiru, oggi, potrebbe persino essere visibile ad occhio nudo. Eris infatti esiste. Si tratta di un pianeta nano le cui caratteristiche si avvicinano molto a quelle di Plutone. Ma la sua massima vicinanza alla Terra non dovrebbe superare i 4 milioni di miglia.

Allineamento cosmico disastroso

Nelle prossime decadi non sono previsti allineamenti planetari. Se un incontro tra la Terra e un altro pianeta dovesse effettivamente verificarsi, ciò non provocherà certamente conseguenze disastrose per la nostra sopravvivenza. Basti pensare che la Terra ed il Sole si allineano nel centro della Via Lattea ogni anno a dicembre. E non è mai accaduto nulla!

Tempeste solari

Il picco dell'attività solare giunge puntuale ogni 11 anni. Questi picchi di attività e di vortici elettromagnetici possono provocare dei disturbi alle comunicazioni satellitari. Ad ogni modo, gli ingegneri non sono rimasti a guardare e, nel corso degli anni, si sono attivati nell'ideare strumenti elettronici che non risentono delle tempeste elettromagnetiche. Inoltre, il 2012 non porta con sé alcun rischio legato all'attività solare. Il prossimo picco di intensità si verificherà tra il 2013 e il 2014 e non si prevedono minacce o differenze rispetto alle passate tempeste solari registrate.

Inversione dei poli

Non è possibile che la Terra possa invertire i propri poli. Possono verificarsi, al contrario, dei piccoli e impercettibili movimenti dei continenti. Ma nulla di collegabile ad un'inversione tra i due poli. Dunque, meglio non fare affidamento a quanti affermano che l'inversione magnetica si verifica con una cadenza di 400 mila anni. Per quel che ne sappiamo, a memoria storica, non si sarebbero mai verificate inversioni con conseguenze negative ad alcuna forma di vita. E, se mai dovesse succedere, ciò non potrebbe accadere prima di qualche millennio. E noi potremmo addirittura non assistervi!

Eruzione di un super vulcano

La storia ci racconta di eruzioni vulcaniche decisamente catastrofiche. Ma potrebbe essere questa una causa della fine del mondo? L'unica minaccia, almeno per il momento, è il vulcano che si trova nel Parco dello Yellowstone. Una sua possibile eruzione potrebbe ricoprire di circa un metro di ceneri almeno una metà degli Stati Uniti. Ma gli esperti, pur tenendo sotto controllo il vulcano, rassicurano che questo potrebbe essere un evento che non dovrebbe preoccupare le nostre e le prossime generazioni.

Impatto catastrofico

La Terra è stata da sempre un bersaglio per asteroidi o comete. Sebbene eventi molto rari, il più ingente impatto della storia del nostro pianeta è quello che ha decretato l'estinzione dei dinosauri 65 milioni di anni or sono. Gli astronomi della Nasa stanno facendo il possibile per cercare di creare una sorta di censimento degli oggetti più vicini a noi e che potrebbero costituire un pericolo.

L'agenzia spaziale americana ha addirittura creato un sito web, il Nasa Neo Program Office, nel quale è possibile essere aggiornati delle più recenti scoperte.

Tranquilli?

Federica Vitale

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