Nibiru: la fine del mondo mai annunciata

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È ormai da tempo che libri e riviste, produzioni cinematografiche e documentari a tema ci hanno abituati all’idea che la fine del mondo, prima o poi, in un modo o nell'altro, giungerà. L’appuntamento è per il 21-12-2012. Potete crederci o no, ma il dato di fatto è che c’è un business dietro questa data. Strategie di vendita e di ascolti tengono col fiato sospeso sia gli scettici che i sostenitori della tesi Maya, i quali ci incoraggiano ad attendere questa il 'grande giorno' con trepidazione e timore.

Ma è da qualche tempo che ha fatto capolino sul palcoscenico mondiale delle teorie catastrofistiche anche Nibiru, un pianeta la cui esistenza si pone a metà strada tra fantascienza e dato reale. Molti libri ed altrettanti siti web ne sponsorizzano foto e video e dedicano un certo interesse al caso, trascinando la pubblica opinione e i guru del settore ad un coinvolgimento senza fine in cerca di risposte.

Ma cosa è, precisamente, Nibiru? Di solito viene spacciato come una vecchia conoscenza dei Sumeri, i quali "ne scoprirono l’esistenza e individuarono una sua possibile rotta di collisione proprio con la Terra".

I documenti dell'antica popolazione furono poi tradotti in un romanzo di Zecharia Sitchin, 'Il dodicesimo pianeta', pubblicato nel 1976, dove si ipotizzava che la Terra sarebbe stata visitata da una civiltà di antichi astronauti, chiamati Anunnaki, proprio residenti su Nibiru. Sebbene già i Sumeri ne presupponessero l’esistenza, l’origine del nome però risale all’astrologia babilonese, poiché Nibiru pare facesse la sua comparsa come personaggio minore del poema della creazione di un certo Enuma Elish.

Solo nel 1983 le voci del ‘decimo pianeta’ cominciarono a diffondersi, sebbene subito messe sotto silenzio perché si preferì considerare questi ‘oggetti misteriosi’ parte di galassie molto distanti dalla nostra. Spesso lo si è definito ‘pianeta X’ altre volte ‘Eris’, dal nome di numerosi pianeti nani di recente scoperta, ma sempre più spesso ci si è riferiti a Nibiru come ad un oggetto reale.

Fino a quando un telescopio della Nasa, situato nel Polo Sud, ne ha rintracciato la rotta, ma senza tuttavia conservarne immagini, vista la mera funzione radio dell'apparecchio. E questo spiega come molte delle foto relative al pianeta e circolanti sul web non siano altro che dei falsi.

Secondo David Morrison, scienziato emerito al NAI (Nasa Astrobiology Institute), i veri pericoli per la Terra sarebbero il riscaldamento globale e l’impoverimento della diversità biologica. Solo in un’ultima analisi Morrison considererebbe la collisione con un asteroide o una cometa un reale pericolo. E, ad ogni modo, non necessariamente ciò dovrebbe accadere nel 2012.

Non rimane che prendere queste ipotesi con il beneficio del dubbio. La Nasa nè conferma e nè smentisce, ma rimane un dato di fatto che sul sito ufficiale, Nasa.com, non se ne fa menzione. Molte sono le ricerche in atto e molti gli ambiti in cui gli astrofisici sono impegnati. Purtroppo però, il catastrofismo, tra la gente, ha sempre avuto quel suo strano appeal.

Federica Vitale

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