Creato Martedì, 06 Luglio 2010 11:30 Scritto da Augusto Rubei

Basta una settimana di smog ad aumentare il rischio di trombosi, ictus e infarti. E' quanto emerge da una ricerca condotta dal professor Andrea Baccarelli, responsabile del Centro di epidemiologia molecolare e genetica del Policlinico di Milano, pubblicata su 'Archives of Internal Medicine'.
Ad ogni aumento di "10 microgrammi di Pm10 per metro cubo d’aria cresce del 70 per cento il rischio di trombosi", spiega infatti Baccarelli, che nel corso dello studio ha preso in esame un campione di 2000 persone, residenti in Lombardia.
Secondo quanto riportato dagli esperti, inoltre, sette giorni di polveri sottili guasterebbero il Dna. "Oltre la soglia d’allarme - segnalano gli studiosi - scombussolano la doppia elica del codice, riprogrammano i geni, danneggiano le cellule e ne accelerano l’invecchiamento".
"Abbiamo scoperto - ribadisce ancora Baccarelli - che in cellule di persone esposte allo smog il livello di metilazione del Dna cambia rispetto a chi non lo è. L’aria inquinata può mettere i geni a soqquadro". Ma i cambiamenti sono reversibili. "Quindi: se troviamo un modo per invertirne la rotta, possiamo pensare di ridurre gli effetti nocivi dell’aria avvelenata".
E intanto per oggi si attende il 21esimo Congresso internazionale sulla trombosi, a Milano, che verrà presieduto da Pier Mannuccio Mannucci, professore all'Università di Milano e direttore della Clinica Medica presso la Fondazione IRCCS Ospedale Maggiore di Milano, il quale sottolinea che "le cosiddette polveri sottili attivano in senso infiammatorio le cellule immunitarie presenti nelle vie aeree, in particolare i macrofagi alveolari".
"Queste cellule residenti nei bronchi e nei polmoni contaminate dalle polveri - precisa infine l'ordinario- cominciano a produrre grandi quantità di 6 citochine, che innescano una generale reazione infiammatoria, la quale può manifestarsi sotto forma di asma o allergia respiratoria, ma può anche dare origine a un evento trombotico, a causa degli effetti pro-coagulanti del mediatore stesso".
Augusto Rubei