Alcune persone vedono i suoni

vedere suoni

Qualcuno potrebbe vedere i suoni. È quanto sostengono alcuni ricercatori, ma ad una condizione: le aree cerebrali dovrebbero essere più piccole rispetto al consueto.

I risultati della ricerca indicano che, quando la vista è inaffidabile, è il cervello ad usare una strategia per così dire “intelligente”. Precisamente, gli scienziati hanno analizzato la cosiddetta "flash-illusione indotta dal suono". In pratica, quando un singolo lampo è seguito da due suoni, accade che a volte la gente riesca a vedere due flash consecutivi.

Ricerche precedenti avevano dimostrato che ci sono notevoli differenze tra gli individui quando si tratta di capire come percepiscono l'illusione. Inoltre, pare che alcuni soggetti riescano a scorgere il flash ogni volta che questo viene indotto, mentre altri lo ignorano del tutto.

Gli scienziati dello University College di Londra ritengono che la differenza di percezione dell'illusione potrebbe essere creata da cambiamenti anatomici nel cervello di ogni individuo. Per verificare questa teoria, i ricercatori hanno analizzato il cervello di 29 volontari, con l'aiuto della risonanza magnetica e il flash-illusione indotta dal suono.

In media, il flash-illusione è stato rilevato dal 62percento dei partecipanti, rispetto ad altri che l'hanno notata ogni volta. In tal modo, si è provato che quanto più piccola è la corteccia visiva di una persona, più probabile è la possibilità di vedere l'illusione. Adesso gli esperti vorrebbero provare il modo in cui tale illusione evidenzi una risorsa del cervello nella compensazione dei problemi causati da circuiti visivi imperfetti.

"La rappresentazione visiva è molto efficace, ma non è perfetta. Vi è una evidente incertezza nelle rappresentazioni visive, soprattutto quando le cose si muovono velocemente e in questa sequenza di lampi. Noi crediamo che questo tipo di incertezza sia più elevata per le persone che hanno un minor numero di neuroni nelle aree responsabili per il senso visivo", spiega Benjamin de Haas, uno degli autori che hanno condotto lo studio.

"Se questa ipotesi fosse vera, allora tutto sembra logico. In questo scenario, alcuni cervelli, con meno aree visive, avrebbero utilizzato le informazioni aggiuntive fornite per le orecchie. Nel mondo reale, le fonti di luce e suono sono molto spesso le stesse", ha aggiunto de Hass.

Federica Vitale

Leggi anche:

- Con le mani influenziamo ciò che ascoltiamo

Pin It

Cerca