Lo sguardo rivela ciò che stiamo per dire

Sguardo

Secondo le ricerche condotte da Moreno Coco and Frank Keller, che fanno parte di un gruppo di studio dell'Università di Edimburgo, esiste una strettissima correlazione tra il movimento dello sguardo e la formulazione di un discorso, al punto da poter elaborare un modello in grado di predire, a grandi linee, i contenuti delle frasi pronunciate da un individuo sulla base dei suoi movimenti oculari.

I test condotti per dimostrare tale risultato fanno capo a uno schema molto semplice: si presenta a ciascuno dei partecipanti un’immagine. Vengono registrati poi i movimenti oculari di ognuno, così come la descrizione verbale della scena. In seguito, tramite un opportuno algoritmo, si procede a valutare la correlazione tra i movimenti degli occhi e il contenuto del discorso.

Questo modello si dimostra sufficiente per prevedere con buona affidabilità, fornendo in input soltanto i movimenti oculari di altri soggetti (diversi da quelli considerati per la generazione automatica del modello stesso), la loro descrizione dell’immagine.

Non stupisce certo che la direzione dello sguardo di una persona sia indice della sua attenzione e quindi concorra a determinare quali siano, a suo giudizio, gli elementi più significativi della scena osservata. Allo stesso modo non meraviglia più di tanto che tali elementi siano tra i primi a venire in mente per descrivere quella stessa scena.

Il valore della ricerca non va però limitato soltanto alla traduzione in termini rigorosamente scientifici di alcune considerazioni basate anche sul senso comune. La ricerca di Coco e Keller infatti introduce, accanto a risultati di natura qualitativa, anche un aspetto quantitativo, ovvero un modello che non solo conferma la correlazione tra direzione dello sguardo e contenuto del discorso, ma ne attesta e ne definisce i limiti, mettendo a disposizione uno strumento di interpretazione e, con buona affidabilità, predizione, del fenomeno.

Damiano Verda

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