È stata trovata la formula della birra perfetta

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Forse Homer, protagonista del cartone animato cult “I Simpson”, può accontentarsi di una birra qualsiasi, per riempire le serate e fare da contorno all’immancabile partita in TV. Al Trinity College però c’è un gruppo di fisici che ha deciso di prendere le cose molto sul serio, anche da questo punto di vista. È così che nasce la ricerca della birra perfetta.

Molti appassionati bevitori però, a questo punto, drizzeranno le orecchie e storceranno il naso. In che senso, infatti, si può parlare di perfezione a proposito di una materia per sua natura così opinabile come la qualità di una birra? A questo proposito, gli scienziati forniscono una definizione chiara: a loro giudizio una birra è tanto migliore quanto più le bolle che ne costituiscono la schiuma sono di dimensione simile e quanto più la configurazione delle bolle stesse si avvicina a quella a energia minima.

In termini geometrici, ciò rappresenta il miglior compromesso tra la superficie totale delle bolle e la loro stabilità. Perfezione intesa dunque proprio come stabilità, in un certo senso anche come simmetria. A seguito degli esperimenti di Weaire e Phelam (supportati da Gabbrielli, fisico dell’Università di Trento e Brakke, dell’Università della Pensylvania) è stato possibile realizzare una miscela che si avvicina maggiormente al limite di perfezione teorica così tratteggiato.

Una nuova birra dunque, sempre più perfetta, frutto di ricerche minuziose ed elaborate. Anche per ricordarci quanto numerose e variegate possano essere le forme di applicazione dell’intelligenza, come a rappresentare plasticamente una delle numerose possibili transizioni da un momento di divertimento e convivialità a riflessioni profonde, per nulla banali. Con un occhio a Homer e uno alla scienza, tra un sorso e l’altro.

Damiano Verda

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