Creato Mercoledì, 13 Aprile 2011 12:29 Scritto da Francesca Mancuso

Chi l'ha detto che campioni si nasce? Un recente studio dell'Università di Pisa ha dimostrato che per diventare piloti (vincenti) di Formula 1 occorre allenare il cervello.
La ricerca, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Medicina interna dell'Azienda ospedaliero-universitaria pisana e con Formula Medicine di Viareggio, ha sottoposto alcuni piloti ad una risonanza magnetica, durante la quale essi dovevano svolgere alcuni compiti di integrazione visuo-motoria. Ad esempio, i ricercatori li hanno posti nelle condizioni di una prova di simulazione di una griglia di partenza, durante la quale alla vista del semaforo rosso essi dovevano ripetutamente premere un pulsante.
Hanno poi confrontato gli esiti della risonanza dei piloti con quella di alcuni soggetti 'normali'. È emerso subito con chiarezza che i primi mostravano una differente connettività funzionale tra le aree cerebrali implicate nei processi visivi e motori rispetto ai soggetti normali.
Tradotto in termini pratici, ciò significa che l'allenamento e l'addestramento dei piloti ha il poter di modificare il loro cervello. La scoperta ha una doppia utilità: tale disposizione del cervello umano potrebbe essere utilizzata in caso di terapie riabilitative.
Riguardo a ciò, Pietro Pietrini, responsabile del Dipartimento di Medicina di laboratorio e diagnostica molecolare dell'Università di Pisa, ha commentato: "Questi risultati hanno importanti implicazioni anche per lo sviluppo di strategie riabilitative in pazienti con ictus o altri danni cerebrali. Sotto il profilo medico questa ricerca ha dunque una grande rilevanza''.
Ciò significa soltanto una cosa. I campioni di Formula 1 non hanno una marcia in più, sono soltanto più allenati.
Francesca Mancuso