Gravity, da oggi l'opera di Cuaron in tutti in cinema italiani

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Due astronauti americani alla deriva nello spazio a seguito dell'esplosione del loro shuttle, obbligati poi a tirare fuori tutto il proprio ingegno per ritornare sulla Terra: la dottoressa Ryan Stone e il cosmonauta Matt Kowalsky.

Non una cosa semplice, se si pensa che la Nasa chiama il caso “overboarding”, cioè “finire in mare”, e per evitare che si verifichi ha predisposto dei rigidi protocoll idi sicurezza cui gli astronauti impegnati nelle Eva devono attenersi.

Parliamo, ovviamente, dell'opera di Alfonso Cuaron, “Gravity”, sbarcato oggi nelle sale dei cinema italiani. Uno di quei film da poter custodire con serenità assieme a 2001: Odissea nello Spazio e Alien. E da oggi nelle sale del nostro paese.

Definito da James Cameron “il miglior film sullo spazio mai realizzato”, è stato prodotto in ben 4 anni, ha una durata di 90 minuti e si appresta a diventare una nuova pietra miliare della fantascienza da grande schermo.

Il nuovo lavoro di Cuarón (che torna a sei anni dal capolavoro “I figli degli uomini”) è un viaggio fuori dall’atmosfera terrestre. Dallo spessore elevato, non solo dal punto di vista registico, ma anche per quanto riguarda la sceneggiatura. In un certo senso un film nello spazio, piuttosto che un film sullo spazio.

Costato “solo” 80 milioni di dollari – meno della metà di “Titanic” e quasi un terzo di “Avatar”- “Gravity rappresenta l’incontro perfetto tra avventura creativa e incubo tecnologico.

Le sue riprese si sono ufficialmente concluse il 6 luglio 2011, svolgendosi a Londra, nei dintorni del Lago Powell, negli Shepperton Studios. Sono state effettuale in digitale per essere poi convertite in 3D durante la fase di post-produzione. Gli effetti speciali sono stati affidati alla Framestore, già in primo piano con il film “Superman Returns, Il cavaliere oscuro”.

Il primo taeser trailer della pellicola è stato mostrato al CinemaCon di Las Vegas il 16 aprile 2013. La pellicola è stata vietata ai minori di 13 anni per la presenza di intense sequenze pericolose, alcune immagini inquietanti e linguaggio inadeguato.

Capablanca

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