La fusione fredda diventa un film: a ‘The Believers’ il Gold Hugo del Festival di Chicago

The Believers premio

La fusione fredda, che oggi tutti visualizzano nell'E-cat di Andrea Rossi, è arrivata al cinema e ha vinto: al Chicago International Film Festival ‘The Believers’ ha infatti ottenuto, per la categoria ‘Film Documentario’ il Gold Hugo, il premio più prestigioso.

“Questa tematica, cinematograficamente ben costruita con caratteri forti, dà un volto umano alla ricerca scientifica, riconoscendo la nostra comprensione universale delle debolezze umane, tipiche del nostro desiderio di raggiungere il successosi legge nel comunicato sull’assegnazione dei premi- In ‘The Believers’, gli autori ci ricordano quanto inesatta sia a volte la scienza”.

Il film in realtà, nonostante sia stato inserito nella categoria documentari, non è una mera ricostruzione della vicenda storico-scientifica, ma inventa e costruisce, a partire dall’annuncio, questo storico, che il 23 Marzo 1989 Martin Fleishmann e Stanley Pons diedero al mondo: con acqua di mare, batterie e un misterioso congegno di vetro, i ricercatori avevano potenzialmente risolto i problemi energetici del pianeta, “convincendo” i nuclei di due atomi a fondersi a freddo, e ricavando da questa reazione una grande quantità di energia.

“Ventidue anni dopo, nonostante la scienza tradizionale continui a disdegnarla, alcuni scienziati, professionisti e dilettanti, una scuola superiore, e un Internet Dj di Hollywood sono convinti che la fusione fredda possa ancora salvare il mondo –si legge nella presentazione del film- e che siamo vicini più che mai al Santo Graal della civilizzazione. Loro sono ‘The Believers’ ”.

Il film è quindi una storia più che un documentario, ma, almeno stando al commento della critica, riesce a rappresentare efficacemente come le scoperte scientifiche siano frutto di esseri umani, inseriti in contesti umani, dove il bene della collettività non è sempre al primo posto. E, come effetto secondario, potrebbe forse realmente richiamare l’opinione pubblica ad una problematica, quella energetica, considerata troppo frequentemente lontana da noi e dalla nostra quotidianità.

Roberta De Carolis