La robotica sbarca al cinema in 3D con il film Transformers 3D

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Il regista Micheal Bay cerca di farsi perdonare per un secondo episodio della saga di Transformers che aveva scontentato la critica, meritando soltanto una sufficienza risicata (5.9/10) secondo IMDB, sito di riferimento a livello di recensioni e più in generale informazioni sul mondo della cinematografia.

Si può affermare che Transformers 3D, Dark Of The Moon (dal 29 giugno presente anche nelle sale italiane) abbia elevato lo standard stabilito dal secondo episodio, riscuotendo una critica più benevola, ma soprattutto un successo di pubblico davvero straordinario. L’incasso d’esordio è il terzo più alto mai registrato a livello mondiale, alle spalle soltanto di Harry Potter e Il Principe Mezzosangue o Spider-Man 3.

In questo caso c’è una ragione in più per seguire le vicende dei robot Transformers: il film è infatti proiettato in 3D ed è facile prevedere che l’impatto delle scene più spettacolari e ricche di azione sia davvero notevole.

Interessante osservare come la robotica, un tema che a livello scientifico si colloca ancora in un tempo futuro, almeno per quanto riguarda il mercato generalista, sia già capace di accendere la fantasia e l’interesse di un così grande numero di persone.

Per una sera infatti non saremo soltanto impegnati a seguire le vicende personali di ragazzi chiamati a grandi imprese, a emozionarci e fare il tifo per loro. Per una sera, osserveremo anche robot capaci di avere un impatto forte, significativo, addirittura determinante, sulla vita di milioni, di miliardi di persone. In una visione che, pensando ad esempio a possibili applicazioni reali e scientifiche come robotica medica o rescue robotics, forse è anche un augurio.

Damiano Verda

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