Bibliotech: a San Antonio la prima biblioteca tutta digitale

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Nasce a San Antonio la prima biblioteca digitale. Sapevamo che sarebbe arrivato questo momento. Era già da qualche anno, infatti, che si ipotizzava la possibile apertura di una biblioteca che non contenesse assolutamente alcun libro. Nasce così a Bexar County, una contea dello stato del Texas a pochi chilometri a sud di Alamo, quella che diventerà una delle prime biblioteche senza libri al suo interno.

Il progetto è in lavorazione ormai da un po' di tempo e a seguirlo e idearlo è stato un ex politico, Nelson Wolff, un amante dei libri, il quale afferma di essersi ispirato alla biografia scritta da Walter Isaacson sul carismatico Steve Jobs per la realizzazione di questa biblioteca digitale.

Wolff ha l'ambizione di "avviare il primo sistema senza libri di biblioteca pubblica" che lo stesso ideatore denomina Bibliotech. Come afferma Wolff in un articolo del San Antonio Express-News, "se si vuole avere un'idea di come apparirà, occorre andare in un negozio Apple". Dalla mela di Cupertino, infatti, il progetto riprende l'intenzione di sostituire i supporti tradizionali con quelli digitali.

Dalla contea, intanto, si fa sapere che si avrà bisogno di un minimo di 250 mila dollari per acquistare i primi 10 mila e-book. Inoltre, questa Bibliotech sarà anche molto economica in termini di costi architettonici. Infatti, verranno utilizzati edifici già di proprietà della contea e, quindi, l'investimento non include alcuna architettura necessaria o tasse di costruzione. Le prime stime per il completamento della biblioteca digitale si orientano attorno al milione di dollari.

I testi poi saranno accessibili in digitale, quindi non potranno né perdersi né danneggiarsi con il tempo. Gli utenti potranno accedere a uno dei 100 e-reader dal quale sarà permesso di fare check-out per l'accesso al testo per due settimane. Non occorreranno zaini o borse per libri pesanti, ma semplicemente un e-reader sul quale archiviare il testo. Nella biblioteca saranno disponibili strumenti per la consultazione dei cataloghi e dei testi.

Le biblioteche universitarie si stanno muovendo verso il digitale ormai da qualche anno, ma quelle pubbliche sono rimaste abbastanza indietro rispetto a questa tecnologia. Non si esclude, quindi, che questo progetto possa costituire un valido apripista che potrebbe spingere molte altre città a digitalizzare le proprie biblioteche. Ovviamente, tale progetto rappresenterà un problema per l'editoria cartacea nel lungo termine. Tuttavia, sono notevoli i vantaggi offerti dai libri elettronici. Sebbene è innegabile il rapporto che si crea con un libro cartaceo da sfogliare e da odorare. I più scettici, forse, saranno anche i più tradizionalisti.

Federica Vitale

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