Creato Martedì, 25 Ottobre 2011 09:11 Scritto da Antonino Neri

Ventuno dicembre 2012 o, meglio, 21/12/2012. È questo il giorno del giudizio, secondo il calendario Maya. Anche se gli studiosi criticano le odierne banalizzazioni dell’affascinante e complessa civiltà precolombiana, è innegabile che il tema della “fine del mondo”, tra profezie, annunci di catastrofi e simili, suscita grande interesse nella nostra società.
Alessandro Cecchi Paone, da sempre attivo nel mondo della divulgazione scientifica e culturale, ha scritto il libro “2012 - Manuale contro la fine del mondo” (Gangemi editore), una cavalcata nell’irrazionale con l’intento di cancellare le paure e le angosce di tutti i profeti di sventura.
Dopo la prefazione di Pier Giorgio Odifreddi, Cecchi Paone parla dei Maya e di teorie a volte anche molto diverse tra loro: dalla vocazione suicida della Terra alla minaccia della supernova, “oscuro oggetto del desiderio di ogni cultore del’Apocalisse”. “Io ho notato - ha detto Cecchi Paone, intervistato dal TgCom - che negli ultimi tempi ho visto moltiplicarsi gli appelli, o comunque sulla fine del mondo e ho deciso di andare a vedere cosa ci fosse di vero in tutte queste situazioni, che a volte provengono da sedi pseudoscientifiche”.

E poi, tra fondamentalisti del Novecento, in attesa di un salvifico bagno di sangue, il noto presentatore cita la teologia apocalittica presente nel Vecchio Testamento, accenna a Nostradamus e conclude con lo zeitgeist, il primo movimento apocalittico dell’era digitale.
Antonino Neri
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