Formazione virtuale: la Nintendo Wii entra in fabbrica

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Gioco in ufficio per la formazione virtuale. Sembra un controsenso eppure è quello che sta per accadere negli impianti tedeschi della Opel dove, dall'anno prossimo, i lavoratori assembleranno i componenti degli autoveicoli con il controller della Wii, la console per videogiochi targata Nintendo, e una telecamera Microsoft Kinect.

Si tratta del progetto VISTRA (Virtual Simulation and Training of Assembly and Service Processes in Digital Factories – Simultazione Virtuale e Formazione ai Processi di Assemblaggio e Servizio negli Stabilimenti Digitali), che ha lo scopo di formare virtualmente i dipendenti di Rüsselsheim e rendere il lavoro più flessibile ed efficace proprio grazie all'impiego delle tecnologie dei giochi.

Così, se per esempio c'è da sapere come va montato un airbag, vengono fornite tutte le risposte necessarie con tanto di utensili e parti da assemblare che appaiono su un grande schermo, davanti al quale l'utilizzatore può muoversi in qualsiasi direzione. Mentre la telecamera lo segue e riproduce i movimenti sul video, il lavoratore può poi scegliere un componente premendo il pulsante della Wii e inserirlo nella posizione stabilita. Il compito è concluso quando tutte le parti sono state messe nelle posizioni corrette, proprio come in un videogioco.

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"Vogliamo un sistema che consenta ai dipendenti di effettuare una formazione virtuale in un ambiente a loro famigliare", dichiara Frank Arlt, responsabile del progetto avviato dalla casa costruttrice, e finanziato dalla UE, tre anni fa. Da allora a Rüsselsheim si studia e si sviluppa la formazione virtuale di prossima generazione.

Perché VISTRA? Pare che le persone formate sul sistema virtuale commettano in media il 40% di errori in meno rispetto a chi si esercita esclusivamente sui prototipi. Inoltre la formazione virtuale permette a tutti di apprendere con esattezza le fasi della procedura che verranno utilizzate nella fase di assemblaggio. In più la formazione virtuale è più rapida, meno costosa e più flessibile rispetto all'apprendimento effettuato su riproduzioni di prototipi.

Al progetto, partecipano altri sei istituti di ricerca e società industriali in Germania, Svezia, Inghilterra e Danimarca. Per ora sono dieci i tecnici della Opel che stanno lavorando al progetto, oltre ai 40 esperti di partner esterni.

Germana Carillo

Foto: media.opel.it

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