Explorazione: il futuro dell'acqua dipende da noi

acqua explora

Si tratta di una vera e propria crisi idrica quella che sta colpendo, oggi, anche l’Europa. Dopo un inverno che ha coperto buona parte del paese con neve e temperature molto rigide, si prospettano una primavera ed un’estate asciutte con temperature sopra la media, foriere di una consistente evaporazione. Ne risentiranno l’agricoltura e, con effetto domino, tutti i settori ad essa legati. Il problema dell’acqua, dunque, diventa predominante.

Sensibilizzazione è la parola chiave che in molti lasciano serpeggiare nella popolazione. L’acqua è diventata oggi un bene prezioso del quale nemmeno una parte può andare sprecata. Basterebbe usarla bene, senza sprechi e senza inquinarla per ridimensionarne le gravi perdite.

Parlavamo, dunque, di sensibilizzazione. Un’operazione non semplice che, spesso, parte dai bambini per poi incontrare tutte le età. È quello che si propone di fare ExplorAzione, il museo scientifico di Treviglio, in provincia di Bergamo, che invita le persone a toccare con mano il tema dell’acqua, a giocarci con i bambini e ad imparare con tutti. L’evento si svolgerà domenica 22 aprile, alle ore 16, nella sede del museo in Piazza Agostino Cameroni. E per NextMe c’è un ulteriore motivo di orgoglio perché a presentare l’evento sarà proprio una delle collaboratrici della nostra redazione, Roberta De Carolis, ricercatore presso ENEA Centro di Ricerche Casaccia di Roma.

Ma abbiamo chiesto proprio alle organizzatrici dell’evento, Monica Fornari e Priscilla Manzotti, di illustrarci l’incontro di domenica, durante il quale verranno mostrati al pubblico semplici esperimenti al fine di ridurre il dispendio di acqua e, soprattutto, di eliminarne i fattori inquinanti.

NM: Come nasce il “Museo ExplorAzione”?

E: Il Museo è nato quattro anni fa grazie alla collaborazione tra l’assessorato alla Cultura e Mathesis, la società Italiana di scienze matematiche e fisiche, sezione Giovanni Melzo di Treviglio (Bg) con il patrocinio della Cassa Rurale di Treviglio e Regione Lombardia. Il Museo nasce dall’idea di creare un laboratorio interattivo permanente rivolto a bambini, ragazzi e adulti di ogni età.

NM: Come mai è stato scelto il tema dell'acqua per l'evento del prossimo 22 aprile?

E: Abbiamo scelto questo argomento perché l’acqua è necessaria per la nostra vita e ogni giorno ne viene utilizzata per tantissimi scopi. La scarsità d’acqua e l’inquinamento della stessa sono seri e attuali tematiche della nostra società in genere e del mondo; in questo senso il riciclo dell’acqua potrebbe in parte aiutare a risolvere questi problemi.

NM: Quali sono i metodi per purificarla e renderla riutilizzabile, secondo il vostro progetto?

E: L’evento non tratterà di un particolare progetto, ma di una delle metodologie più diffuse per riciclare l’acqua, in modo da limitare gli sprechi di questo bene così prezioso. La tecnica, nota come Processo Fenton, è in particolare utilizzata per eliminare dall’acqua uno degli inquinanti più comuni, ovvero i detergenti, fonte di problemi soprattutto per gli abitanti degli ambienti acquatici.

NM: Come verranno proposti gli esperimenti al pubblico?

E: I laboratori che verranno proposti saranno di tipo "hands-on", interattivi, dove il pubblico è il vero protagonista dell'esperienza e tramite un percorso di esperimenti pratici riesce a scoprire il concetto scientifico. essenziale per noi fare in modo che il bambino si chieda sempre il perché dei fenomeni, formuli domande e possibili risposte, e soprattutto che apprenda, calandosi lui stesso nel ruolo, che uno scienziato deve sempre sperimentare.

NM: Quanto è importante la sensibilizzazione dei bambini?

E: Far comprendere i bambini il problema dell’inquinamento dell’acqua è importantissimo perché loro costruiranno il nostro futuro. Sensibilizzarli a mantenerla pulita si tradurrebbe in norme comportamentali più rispettose dell’ambiente che li circonda.

NM: quanto è inquinante la nostra quotidianità e cosa potremmo fare, nella coscienza di tutti, per arginare il problema?

E: A volte anche semplici accorgimenti possono migliorare sensibilmente una problematica molto grave (moltissime zone del nostro pianeta infatti non offrono ai loro abitanti acqua potabile). Ma affinché gli sforzi siano utili, è necessario che tali accorgimenti siano adottati da tutta la collettività. Purtroppo la società cosiddetta industrializzata adotta ancora oggi dei comportamenti che sarebbero tollerabili – anche se ugualmente con riserva- solo se l’acqua fosse un bene equamente distribuito, cosa che comunque non è. Per fare solo un piccolo esempio, spesso non consideriamo un grave problema un rubinetto che perde, ma un gocciolamento di appena 1 goccia per minuto comporta uno spreco annuo d’acqua di circa 200 litri, la quantità d’acqua necessaria a dissetare una persona per 200 giorni (considerando 1litro al giorno, quantità anche discretamente sottostimata).

Un incontro per riflettere sul fatto che la soluzione parte da noi.

Federica Vitale

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