Wiki Loves Monuments: anche il patrimonio artistico italiano su Wikipedia

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Da settembre partirà ufficialmente anche in Italia Wiki Loves Monuments, il concorso fotografico internazionale nato per raccogliere immagini del patrimonio artistico dei vari Stati del mondo per condividerle, con licenza aperta, su Wikipedia. Il progetto Wiki Loves Monuments è nato nel 2010 su iniziativa di Wikimedia Netherlands e ha permesso di raccogliere più di 12.000 foto di beni culturali dell’Olanda. Nel 2011 invece, con l’allargamento del concorso a 18 Paesi europei, le immagini raccolte raggiunsero quota 169.000.

L'Italia però non poté partecipare a causa del “Codice dei beni culturali” del 2004 (o decreto Urbani), secondo il quale per scattare immagini di un monumento o bene culturale da utilizzare per fini commerciali sarebbe stato necessario chiedere il permesso della Soprintendenza competente. Questo ovviamente è risultato in contrasto con le regole del concorso, secondo cui le immagini caricate su Wikipedia devono poter essere riutilizzate da chiunque, anche per scopi commerciali, con l’unico obbligo di citare l'autore della fotografia e di non modificare la licenza d'uso.

Adesso, però, sembra che finalmente si sia trovato il modo di risolvere il cavillo. Come ha spiegato a La Stampa Andrea Zanni, responsabile dei progetti di Wikimedia Italia, “si sta creando un movimento attivo e compatto a favore dell'iniziativa, per cui da qui a settembre cercheremo di sciogliere tutti i nodi. Abbiamo contattato diverse Sopraintendenze e preso contatti con il Ministero. Vogliamo trovare l'accordo su una lista di monumenti da poter fotografare liberamente”. Questa lista permetterà agli organizzatori di censire almeno una parte delle migliaia e migliaia di monumenti, più e meno grandi, che costituiscono il patrimonio artistico italiano, attribuendo ad ognuno un codice identificativo.

Così facendo, gli utenti che caricheranno su Wikipedia l'immagine scattata potranno “taggarla” con un metodo semplice ed univoco. Zanni ha aggiunto che “al momento abbiamo una lista identificativa di quasi 30.000 monumenti presa da Open Street Map, un sito di cartografia libera; in seguito cercheremo di avere dal Mibac un secondo elenco, che ne contiene almeno il doppio”.

Antonino Neri

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