Festival delle Scienze: da domani a Roma si parla del Tempo

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Presentato il 12 Gennaio nella Sala delle Bandiere del Campidoglio il Festival delle Scienze di Roma 2012, che si terrà all’Auditorium Parco della Musica dal 19 al 22 Gennaio e accoglierà idee per la cultura, ospitando scienziati, ma anche filosofi, storici, scrittori e musicisti. Tema centrale: il Tempo, questa misteriosa e irrefrenabile quarta dimensione con la quale tutta la nostra vita è costretta, purtroppo o per fortuna, a diversi confrontare.

Arrivata alla settima edizione, la manifestazione culturale è prodotta dalla Fondazione Musica per Roma e sarà un percorso virtuale nel tempo, attraverso lectio magistralis, incontri, dibattiti, caffè scientifici, eventi per le scuole, mostre e spettacoli. Si prevede un discorso del Ministro dell’Istruzione, Università e Ricerca Francesco Profumo, e la partecipazione di illustri scienziati come John Richard Gott III, professore di astrofisica all’Università di Princeton, Peter Ludlow, professore di filosofia alla Northwestern University, e Carlo Rovelli, fisico che ha teorizzato la ‘gravitazione quantistica a loop’ per descrivere le proprietà quantistiche del tempo e dello spazio.

In questi 5 giorni si cercherà dunque di dare una risposta alla storica domanda dell’umanità “Che cos’è il tempo?”. Anche senza pretendere una risposta unica ed esaustiva (probabilmente impossibile), saranno presentati diversi punti di vista, per allargare il campo di applicazione di quello che potrebbe sembrare solo il ticchettìo di un orologio, con lo sguardo dell’artista, dello scienziato, del filosofo, dello storico e persino del musicista.

L’inaugurazione avverrà il 19 Gennaio 2012 alle ore 21 nella Sala Sinopoli dell’Auditorium con Stefano Benni, che approccia il mistero del tempo alternando testi inediti a brani noti tratti dai suoi scritti, tra i quali il suo reading “Che ore sono?”, accompagnato dal pianista Umberto Petrin.

Un inizio dunque brillante e vivace, per poi addentrarsi, durante tutta la manifestazione, in argomenti più filosofici, come l’antico quesito “Concepiamo tutti il tempo allo stesso modo?” o più squisitamente scientifici, come i viaggi nel tempo (che la scienza attualmente vede possibile solo in campo quantistico con la teoria degli Universi paralleli), il Big Bang (in un certo senso l’origine del tempo) e l’ipotesi che il tempo sia infinito.

Argomenti che però si intrecciano molto: dalla relatività, trattata scientificamente da Albert Einstein, ma ripresa da scrittori e filosofi come Henri Bergson, all’ipotesi che il tempo non esista affatto, sostenuta dal fisico inglese Julian Barboun (ospite della manifestazione), ma ritrovata anche in celebri passi come “Anch'io una volta stimavo troppo il tempo e desideravo perciò di arrivare a cent’anni. Ma nell’eternità, vedi, il tempo non esiste; l’eternità è solo un attimo, quanto basta per uno scherzo” (Hermann Hesse, Il lupo nella steppa).

Interessante e molto affascinante sarà anche vedere come moltissimi punti di vista diversi di una medesima teoria si siano intrecciati in analoghi periodi storici, dando forza alla teoria che il tempo sia veramente la nostra quarta dimensione.

Tutti a Roma dunque, il tempo stringe.

Roberta De Carolis

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