Aaas: la scienza del futuro al Meeting di Washington

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Si è concluso lunedì scorso a Washington il l'American Association for the Advancement of Science Meeting 2011, il più grande evento scientifico della Terra. Il meeting, che ogni anno si tiene in una diversa città degli Usa, quest’anno ha riunito nella capitale americana l’élite della ricerca scientifica e del giornalismo mondiale per discutere della scienza sotto diversi aspetti, di come essa faciliti la comprensione di tutto ciò che circonda e di come il metodo scientifico possa aiutare a comprendere tutte le esperienze in cui può capitare di imbattersi.

Gli orsi ibernati. Una delle scoperte più interessanti riguarda gli orsi ibernati che, secondo un gruppo di ricercatori dell'Università dell'Alaska e della Stanford University, seppure destati, impiegano tre settimane prima di ritornare alla piena funzionalità. Dopo aver osservato per cinque mesi una serie di orsi catturati dai ranger perché avventuratisi in ambienti urbani, gli scienziati hanno scoperto che durante l'ibernazione il metabolismo degli animali diminuisce del 75 per cento, mentre la loro temperatura corporea si abbassa solo di 5 o 6 gradi centigradi. Una scoperta davvero notevole, se consideriamo che negli altri mammiferi, per ottenere rallentamenti del metabolismo vicino al 50% è necessario un abbassamento della temperatura corporea di almeno dieci gradi. Secondo Brian Barnes, uno degli autori della ricerca, questa scoperta non solo avrà sviluppi significativi per il trattamento dell'ipertrofia muscolare e dell'osteoporosi (gli orsi infatti emergono dall'ibernazione in perfetta forma fisica), ma potrebbe rivelarsi utile anche per l’organizzazione di viaggi spaziali di lunga durata, come quelli verso gli esopianeti, al di fuori del nostro sistema solare.

Stelle per gli occhi. A proposito di spazio, è da evidenziare la ricerca presentata da Eric Betzig, biologo dell’Howard Hughes Medical Center: utilizzando le tecniche usate dagli astronomi della Nasa, Betzig è riuscito ad ottenere un'immagine molto chiara dei tessuti profondi dell'occhio umano e del nostro cervello. “Quando si osservano questi tessuti al microscopio elettronico - ha spiegato Betzig - è come guardare un cielo stellato nascosto dalle nuvole”. L'immagine delle stelle da un telescopio viene infatti distorta dall'atmosfera terrestre e, per correggerla, gli astronomi sparano un raggio laser verso il cielo, creando di fatto l'immagine di una stella che non esiste. Per avere un'immagine corretta delle stelle, si deve quindi misurare la distorsione causata dall'atmosfera all'immagine della stella inesistente, ed applicare la correzione alle foto delle stelle vere. Prendendo quindi ispirazione dalla tecnica Nasa dell'ottica adattiva, il gruppo di ricerca guidato da Betzig ha creato una 'stella di riferimento' da utilizzare per visualizzare le immagini del cervello e degli occhi ottenute al microscopio.

Antimateria. Una scoperta molto importante si è registrata anche nel campo dell'antimateria, con un gruppo di ricercatori di San Diego, i quali hanno annunciato la costruzione della più grande trappola mai creata finora per positroni. "Stiamo cercando di intrappolare trilioni di positroni utilizzando una nuova forma di trappola magnetica - ha annunciato Clifford Surko, professore di fisica e capo progetto della UC di San Diego - Sarà costruita come se si trattasse di un hotel con tante camere: in ognuna introdurremo decine di migliaia di miliardi di antiparticelle. Questa nuova trappola non solo ci permetterà di formare delle nuvole di antimateria, che saranno in grado di sopravvivere più a lungo; riusciremo anche a costruirne una versione portatile da utilizzare in posti dove non si possono usare radioisotopi o acceleratori".

Aeroecologia. I ricercatori del Center of Ecology and Conservation Biology della Boston University a Washington hanno introdotto la aeroecologia, una nuova disciplina scientifica che studia la moltitudine di organismi biologici che popolano l’aerosfera, ossia la parte di spazio compresa tra il suolo terrestre e la stratosfera. Tra gli elementi studiati vi sono anche i movimenti delle piante, che hanno ispirato le nuove strutture adattabili. I ricercatori dell'University of Michigan stanno prendendo ad esempio le mimose - le cui foglie si ripiegano quando le si tocca - per creare strutture che si torcono, si piegano ed irrigidiscono autonomamente e che, in futuro, potrebbero addirittura autoripararsi in risposta agli stimoli ambientali. "Non si tratta di strutture adattabili tradizionali – ha spiegato Kon Well Wand, docente di ingegneria meccanica all'University of Michigan - Sono create con materiali solidi. Sfruttiamo inoltre l'osmosi delle piante a livello cellulare: vogliamo utilizzarla per creare strutture ipercellulari con network circolatori".

Secondo Wand, inoltre, quando tale tecnologia sarà sviluppata, permetterà di costruire robot elastici che saranno in grado di trasformarsi in serpenti o di rimpicciolirsi per attraversare un tunnel o passare sotto un ponte e, contemporaneamente, diverranno rigidi quando dovranno afferrare un oggetto.

. Accanto a loro, su uno sgabello, una macchina avvolta in un panno bianco; la macchina ronza come una carrozza che va avanti e indietro, e spruzzando gel traccia uno schema preciso sul piano di lavoro. Di che si tratta? La stampante 3D Fab@Home stava realizzando un modello in silicone della cartilagine dell'orecchio umano. L’idea si basa su una comune stampante ad inchiostro, in grado però di lavorare coi materiali biologici. Vladimir Mironov della

C’è ancora molto lavoro e molti test da fare prima che il processo sia pronto per l’utilizzo sull’uomo - ha precisato però Mironov – Il prossimo passo da fare sarà quello di costruire tessuti complessi”.

Antonino Neri

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