Come allenare il cervello in tre mosse

allenare cervello

Come tenere in allenamento il proprio cervello? Che sia questo lo strumento indispensabile, il motore che, insieme al cuore, fa muovere tutti gli ingranaggi del nostro corpo, è indubbio. Ma, come tutte le macchine, ha bisogno ogni tanto di qualche aiuto per migliorarne le prestazioni. Come? Ce lo dice Paul Hammerness, autore del libro Organize Your Mind, Organize Your Life: Train Your Brain to Get More Done in Less Time, ossia un vero e proprio vademecum per potenziare il nostro organo principe e rendergli la vita più semplice, magari occupando minor tempo per eseguire alcuni compiti fondamentali. Studenti affaticati, lavoratori annoiati, queste tre tecniche sono per voi. Buona Lettura!

Potenziare la logica

Se si vuole organizzare il proprio lavoro o il proprio studio, al bando l'ansia e la paura. Sono proprio questi sentimenti le cause prime che portano alla confusione dei nostri compiti. Questi stati d'animo, infatti, si sviluppano in una zona del cervello chiamata amigdala, un'area remota all'estremo opposto di quella regione nella quale, al contrario, si sviluppa il pensiero razionale. Hammerness consiglia dunque di allenare la propria memoria con fogli di calcolo, i quali sarebbero dei validi strumenti per aiutare ad affrontare in modo idoneo altre attività.

Allenare la memoria

Anche la memoria va allenata. A scuola le poesie e le tabelline non sono mai state le nostre migliori amiche. Eppure, sarebbe molto utile allenarsi a fare una lista mentale delle cose da fare quotidianamente. Nell'era degli smartphone e dei tablet questo è decisamente poco di moda, ma se può aiutare il nostro cervello ad archiviare e riutilizzare informazioni di ogni grado e genere, allora è d'obbligo. È molto utile sforzare la memoria, anche nei momenti di disturbo, quali squilli di telefono o messaggi. Effettuare due cose insieme o chiedersi quale abbia la precedenza tra le proprie mansioni è già un punto di partenza.

Concedersi una pausa

Dedicato agli studenti dell'ultimo minuto: non affannatevi sul manuale di storia poche ore prima dell'esame. È inutile. La mente assorbe nozioni nel raggio di 60 minuti. Dopodiché ha bisogno di una pausa. Questo consiglio vale anche per chi lavora assiduamente. Il cervello va distratto con piccole pause, prima di riprendere le proprie attività. Dopotutto, consideriamo il nostro organo come un computer che, in alcuni casi, va letteralmente “resettato” prima di intraprendere un nuovo compito. “Nonostante tutto, l'impressionante hardware del cervello ha un limite”, spiega Hammerness.

Federica Vitale

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