La musica che ha accompagnato le missioni spaziali dal 1965

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La sveglia musicale dell’equipaggio spaziale non è una consuetudine nata da poco. Era il 1965, l’anno della missione Gemini. La Nasa iniziò a dare il buongiorno ai suoi astronauti con canzoni scelte ad hoc. E così ha continuato con le successive missioni. All’inizio, erano i parenti o gli amici degli astronauti a selezionare le canzoni da trasmettere. Era più che altro un modo per sentir vicini i propri cari, nonostante le migliaia di chilometri, gli asteroidi e i pianeti a dividerli.

Così, è tradizione che ogni viaggio spaziale sia accompagnato da una colonna sonora già prestabilita che, spesso, incontra i gusti di ciascuno dei componenti della missione. E non è difficile spaziare dai grandi classici del passato a quelli più moderni del pop e del rock. Del carnet musicale spaziale fanno parte Frank Sinatra con Fly me the soon e l’immancabile John Lennon con le sue note senza tempo di Imagine. Hanno viaggiato nello spazio anche le note della tromba di Louis Armstrong con What a wonderful world e quelle più decise e grintose degli U2 con Beautiful Day.

E i ricordi e le malinconie hanno accompagnato anche l’ultimo viaggio del Discovery, al quale addirittura la Nasa aveva dedicato un concorso web, Space rock contest, per creare la playlist che avrebbe dato il buongiorno ai suoi sei astronauti. Al concorso parteciparono almeno 2 milioni di persone. Gente che, probabilmente, pensava che inviare una canzone li avrebbe avvicinati un po’ di più al mito dell’uomo nello spazio, della conquista delle galassie e del predominio sul concorrente sovietico. Per l’occasione, due furono le canzoni più votate: Blue Sky di Big Head Todd and the Mosters, composta all’indomani della tragedia del Columbia, nel 2003; e il tema della saga delle peregrinazioni spaziali, Star Trek.

Anche un po’ di Italia ha raggiunto la Iss. È accaduto in concomitanza con la permanenza di Paolo Nespoli e Roberto Vittori. Proprio a quest’ultimo, infatti, furono dedicati due risvegli: quello con Il mio pensiero di Luciano Ligabue e Svegliarsi la mattina degli Zero Assoluto. Due pezzi scelti dallo stesso Vittori che, probabilmente, nascondevano un messaggio malinconico per la moglie.

In questi giorni, invece, le sveglie sono state accompagnate da un messaggio vocale dello stesso cantante. Abbiamo ascoltato Elton John con la decisamente appropriata Rocket Man e l’altrettanto calzante Man on the Moon dei R.E.M. Ecco le parole di Michael Stipe: “Buongiorno, Atlantis. Sono Michael Stipe dei R.E.M. Vi auguriamo tutto il meglio per la vostra missione e grazie alle donne e agli uomini della Nasa che hanno lavorato per lo shuttle per tre decadi. Dalla Terra, un meraviglioso buongiorno a tutti voi”. Messaggio che, durante questa missione, ogni cantante invierà all’equipaggio dello shuttle per celebrare ’importanza che riveste questa missione non solo dal punto vista tecnico ma, soprattutto, da quello umano. Una sorta di gran finale tradotto in musica, intrecciato a destini di uomini che hanno reso il sogno dello spazio un po’ più raggiungibile.

Federica Vitale

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