Enciclopedia Britannica: addio versione cartacea, adesso solo sul web

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Anche la famosa Encyclopaedia Britannica, dopo 244 anni di onorata carriera cartacea, passa in versione digitale. Lo ha annunciato la stessa azienda che, dopo anni di vendite porta a porta, adesso genera quasi l'85% del proprio fatturato dalle vendite online.

Di recente, inoltre, ha lanciato la versione digitale delle proprie enciclopedie destinata ai tablet. "Le vendite di enciclopedie stampate sono trascurabili da molti anni", ha detto Jorge Cauz, Presidente della Encyclopaedia Britannica. La conoscenza, Wikipedia docet, adesso è veicolata principalmente dal web, ed è per questo che le aziende di tutto il mondo hanno cercato di rafforzare la propria presenza online, nel tentativo di seguire questo mercato in rapida crescita.

Diversi giornali, riviste e perfino editori di libri hanno oggi la versione online dei propri prodotti, visto che un numero sempre crescente di lettori ha accesso alle informazioni da gadget high-tech come tablet e smartphone.

Anche la famosa Britannica ha così deciso di mettersi al pari coi tempi e di concentrarsi sulle edizioni online, per assecondare il cambiamento che ha investito il modello dei consumatori. Ma non solo. Il web offre in più la possibilità di aggiornare i contenuti molto velocemente. "Un'enciclopedia classica è obsoleta il minuto dopo che è stata stampata", ha detto Cauz alla BBC. "E la nostra edizione online verrà aggiornata continuamente."

Allo stesso tempo, anche gli utenti abituali delle classiche enciclopedie hanno dichiarato di preferire l'utilizzo della versione online rispetto a quella a stampa. "Dobbiamo rispondere alle migliaia di domande che ogni mese arrivano attraverso la chat, telefono, e-mail e dobbiamo farlo nel più breve tempo umanamente possibile", ha aggiunto Richard Reyes-Gavilan della Brooklyn Public Library. "In molti casi fare una ricerca per parola chiave all'interno di una risorsa online, è molto più semplice e rapido rispetto alla ricerca volume per volume della Britannica".

Anche il sapere sta cambiando, e questa non è che la conferma più recente.

Francesca Mancuso

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