Odifreddi: "Perchè fede e scienza sono opposte"

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"L'idea di pubblicare 'Caro Papa ti scrivo' è partita dalla lettura dell'"ntroduzione al Cristianesimo"'considerato il capolavoro di Ratzinger. Finalmente ho trovato una professione di fede precisa, ma anche spiazzante e soprattutto ho trovato le risposte alle domande che avrei voluto fargli". Ha esordito così Piergiorgio Odifreddi, nella sua applauditissma e divertente conferenza al Salone del Libro di Torino, in occasione della presentazione del suo ultimo lavoro, edito da Mondadori.

L'incontro, moderato dal filosofo e docente universitario Gianni Vattimo, si è tenuto il 14 maggio presso la Sala Gialla al Lingotto, uno di quei luoghi adibiti ai grandi eventi, per i quali si prevede una grande partecipazione di pubblico. Nel corso dell'ampia introduzione, Vattimo ha voluto spiegare la sua personale posizione rispetto alla religione, con l'intenzione dichiarata di evidenziare i punti di disaccordo con il suo ospite: "Sono un credente antipapale e un duro critico della teologia naturale e simpatizzo con Odifreddi per il suo antiautoritarismo, ma nel suo scientismo, evidente nel libro, vedo la stessa pretesa di universalismo del Papa. Paradossalmente, mi sembra troppo papale il suo modo di attaccare Ratzinger. Non credo si possa far dipendere la fede da dimostrazioni oggettive."

Da parte sua Odifreddi ha spiegato il proprio punto di vista rispetto a quello del Papa teologo: "Ratzinger usa degli argomenti scientifici per perorare la sua visione del divino e per uno scienziato è un invito a nozze. Non potevo non entrare nel merito. Il Papa sostiene che la fede non sia opposta alla ragione, che le due cose possano coesistere, e dice ad esempio che la trinità di Dio si può spiegare anche con il principio di indeterminazione di Heisenberg o che l'evoluzionismo non è dimostrabile in laboratorio. Le cose non stanno così e ho spiegato perché nel mio libro." Ha poi precisato in cosa consista il proprio disaccordo nei confronti del pensiero del Pontefice in base a tre aspetti. Contesta la metafisica perché l'idea di 'essere' è relativa. A questo proposito ha detto che in molte lingue il verbo essere non esiste per cui a volte, come ad esempio nella lingua inglese "l'Essere (con l'iniziale maiuscola) non è traducibile”. Contesta la metastoria, la quale vorrebbe collocare, secondo la visione Ratzingeriana, la resurrezione come momento preciso oltre la storia; e infine contesta la metabiologia che considera la resurezione come l'inizio di una nuova specie. Secondo Odifreddi questa sarebbe fantabiologia e a tale proposito ha citato J.L. Borges quando ha detto che "la teologia non è altro che un ramo della letteratura fantastica".

Vattimo ha classificato sè stesso come un non credente che tuttavia ammette che 'gli altri' possano credere liberammente; la posizione di Odifreddi rispetto alla fede è invece di un ateismo radicale, agli estremi con il pensiero del Papa. La razionalità e la dimostrabilità scientifica di qualsiasi fenomeno stanno infatti alla base della concezione dello scienziato e del matematico, il quale nega che ci possa essere una professione di fede rispetto a ciò che che non sia dimostrabile. Secondo Odifreddi, la fede va considerata come "una cosa un pò adolescenziale che consiste nel porre grandi domande e nel fornire risposte un po' banali".

Pasquale Veltri

Piergiorgio Odifreddi, Caro Papa ti scrivo, Mondadori, 2011

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