La cometa Ison non ce l'ha fatta. O forse sì

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La cometa Ison non ce l'ha fatta. O forse si. È stato un passaggio ravvicinato con il Sole quello di ieri, pressapoco alle 20 ora italiana. E, in un primo momento, era apparso come se si fosse disintegrata.

Alcuni istanti dopo, però, mentre sul web si rincorrevano messaggi di tristezza come se si stesse assistendo alla scomparsa di una grande star, la cometa, o quel che di essa era rimasto, è ricomparsa di nuovo brillante.

Quindi, molto probabilmente, quel che di Ison riusciremo ad intravedere ai primi di dicembre sarà solo qualche residuo della coda, ancora ben visibile dalla Terra. Tuttavia, la luminosità non sarà la stessa. Il nucleo, infatti, sembra non essere sopravvissuto alle temperature del Sole, come dimostrano immagini e video.

Sembra che una parte della coda sia sopravvissuta, ma non il nucleo”, riportava ieri sera il profilo Twitter dell'Esa.

"A questo punto, io sospetto che la cometa si sia frantumata e morta", afferma invece Karl Battams, scienziato presso il Naval Research Laboratory. , che ha unito una chat NASA e Google+ dal Kitt Peak Observatory in Arizona. "Diamole almeno un paio di ore prima di iniziare a scriverne il necrologio".

Gli scienziati, dunque, ritengono che una piccola parte del nucleo di Ison possa essere sopravvissuta al perielio. Passando a soli 1,2 milioni di chilometri dalla superficie solare era comunque inevitabile che la cometa non sopravvivesse indenne. I suoi materiali ghiacciati dovevano per forza vaporizzasi rapidamente a temperature oltre i 2 mila gradi Celsius. E l'immensa gravità della stella avrebbe anche fatto in modo di attirarla a sé e comprimerla fino a decretarne la fine.

Karl Battams ha poi aggiunto: "Vorremmo che la gente ci desse un paio di giorni, solo per osservare altre immagini provenienti dai satelliti. Questo ci permetterà di valutare la luminosità dell'oggetto che stiamo vedendo adesso e come potrebbe essere cambiata. Probabilmente ciò ci fornirà un'idea di quel che compone l'oggetto e che cosa si potrebbe fare nei prossimi giorni e settimane".

Tuttavia, come lo stesso Battams aggiunge, la cometa Ison ha fatto sempre tutto il contrario di quello che gli esperti si aspettavano e, certamente, c'è da supporre che questo oggetto così dinamico si comporti di nuovo in modo straordinario.

Così, mentre si rincorreva la notizia che la cometa Ison, o una parte di essa, poteva essere sopravvissuta al suo incontro con il Sole, contemporaneamente gli scienziati valutavano la situazione con estrema cautela. La gigantesca palla di ghiaccio e polveri era stata inizialmente dichiarata morta quando non era riuscita a riemergere come previsto dal bollente fulgore della nostra stella. Tutto quello che si poteva intravedere era una macchia opaca nelle immagini dei telescopi spaziali e il suo nucleo e la coda apparivano distrutti.

Le immagini successive hanno riportato il bagliore di quello che potrebbe essere un piccolo frammento della cometa. Gli astronomi ammettono di essere sorpresi e felici, ma ora avvertono che tutto può succedere nelle prossime ore e giorni. Questo residuo di Ison potrebbe continuare a risplendere o potrebbe semplicemente esaurirsi del tutto. "Abbiamo seguito questa cometa per un anno e tutto il percorso è stato sorprendente e confuso", ha precisato ancora l'astrofisico Karl Battams. “È normale come, proprio alla fine, quando abbiamo detto 'sì, si è estinta, è morta, l'abbiamo persa nel Sole', un paio d'ore più tardi sia apparsa nuovamente”.

Anche l'Agenzia spaziale europea, tra le prime organizzazioni a decretare la morte di Ison, ha dovuto rivalutare la situazione. Una piccola parte del nucleo, infatti, può essere ancora intatta. In questo modo, la verde cometa Ison, oltre ad essere la più brillante e luminosa cometa del secolo, si dimostrerebbe tanto forte quanto coraggiosa nell'aver resistito alla potenza del Sole. Staremo a vedere nelle prossime ore, come suggeriscono gli esperti.

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Federica Vitale

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