Cometa Ison: domani l'atteso incontro con il Sole

ison nasa

La cometa Ison è sempre più vicina al Sole. Il giorno tanto atteso del suo incontro con la nostra stella è atteso per domani, 28 novembre. E gli astronomi sono impazienti di conoscere le sorti della verde cometa del secolo.

"La cometa Ison è dinamica, ghiacciatae proveniente dalla Nube di Oort e non abbiamo mai visto un oggetto come questo", ha affermato Karl Battams, uno scienziato dello U.S. Naval Research Laboratory di Washington DC, sul blog della Nasa Comet Ison Observing Campaign. "Inoltre, una cometa come questa non è mai stata studiata così in prossimità con il Sole, stiamo sondando un nuovo terreno.

La cometa volerà nel raggio di 684 mila miglia dalla nostra stella, ossia 1.100,791 km. Una distanza pari a poco meno di due volte e mezzo la distanza dalla Terra alla Luna.

Ci sono comunque notevoli vantaggi sia se la cometa dovesse disintegrarsi sia se riuscisse a sopravvivere al caloroso incontro. "A seconda della natura della disintegrazione, la luminosità della chioma interna potrebbe brillare brevemente e poi sbiadire rapidamente, o potrebbe solo diminuire gradualmente in luminosità. Poiché Ison è attualmente osservata da una grande varietà di telescopi posizionati sulla Terra e in tutto il sistema solare, questo sarebbe l'evento più osservato di perturbazione cometaria della storia e, probabilmente, contribuirà ad acquisire nuove informazioni sul modo in cui le comete si estinguono", ha scritto Matthew Knight.

"Sebbenesarebbe estremamente deludente perdere una potenziale cometa ad occhio nudo, il ritorno scientifico dato da una disintegrazione sarebbe fenomenale poiché saremmo in grado di imparare molto sulla composizione della cometa. E questo è particolarmente interessante perché la formazione e la costruzione delle comete è ancora uno dei maggiori misteri riguardo a come si sono sviluppati i pianeti del sistema solare", continua Knight.

ison sole

Inoltre, se la cometa dovesse sopravvivere al suo perielio, probabilmente perderebbe abbastanza polveri durante l'incontro da produrre "una bella coda". In uno scenario realistico e nel migliore dei casi, “la coda si estenderebbe per decine di gradi e illuminerebbe il cielo la mattina presto come fece la cometa C/2006 P1 McNaught nel 2007", spiega ancora lo scienziato. Lo scenario potenziale, dunque, sarebbe un vero abbaglio e, come nel caso di McNaught, si coglierebbe la stessa luminosità anche per mesi.

La migliore delle ipotesi per tutti sarebbe che Ison si disintegrasse solo in parte, in alcuni pezzi anche di grandi dimensioni e comunque abbastanza da espellere materiale extra da rendere l'oggetto stesso adeguatamente brillante da chi osserva dalla Terra e dando agli astronomi la possibilità di studiare i frammenti della cometa per mesi.

A questo punto del suo viaggio, però, la cometa è visibile da molte zone del pianeta anche ad occhio nudo.

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Federica Vitale

Image Credit: Nasa

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