Marcia indietro di Obama sullo spazio. La Nasa respira

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Si attendono grandi novità sui progetti per lo spazio da parte del Presidente Obama. Dopo la cancellazione del programma "Constellation" che doveva riportare un uomo sulla Luna, domani è atteso l'annuncio del nuovo programma, un "piano ambizioso" com'è stato definito, e che dovrebbe rilanciare la conquista umana dello spazio. Domani, infatti Obama incontrerà al Kennedy Space Center, in Florida, astronauti, scienziati e dipendenti della Nasa, cui illustrerà i nuovi piani americani. Secondo il Washington Post, entro 5 anni Obama potrebbe mandare di nuovo gli uomini sulla luna, poi altri su pianeti, quindi anche su Marte.

Il tutto con meno dispendio di denaro, rispetto ai costi elevatissimi del piano Constellation, ma in maniera più veloce rispetto all'ex presidente Bush. In più, il nuovo programma, che prevede un incremento di sei miliardi di dollari del budget della Nasa nell’arco di cinque anni, produrrà ben 2.500 nuovi posti di lavoro in Florida.

Ma vediamo qualcuna delle novità che potrebbero essere annnunciate domani. Gli space shuttle andranno in pensione e la Iss rimarrà in orbita almeno fino al 2020. Ciò avverrà grazie ad una nuova cooperazione internazionale, grazie alla quale sarà possibile condividere tecnologie e tagliare i costi. Potrebbero essere cancellati inoltre i programmi dispendiosi, come quelli che riguardano la costruzione di una base lunare. E i dibattiti si accendono: da una parte, c'è chi desidera che si porti avanti l'esplorazione spaziale, cercando di raggiungere la Luna o Marte,e dall'altra c'è chi ripiegherebbe anche per qualche asteroide più vicino.

Fortemente critici sono tre astronauti, James Lovell, Eugene Cernan e il noto Armostrong, che nel 1969 mise piede sulla Luna. Secondo la loro opinione, l'idea di Obama di tagliare il programma Constellation, i razzi Ares 1 e Ares V e il veicolo spaziale Orion, è stata "devastante" per l’esplorazione spaziale. Armstrong e gli altri colleghi hanno poi sottolineato che osservano che d’ora in poi l’unico modo che gli Stati Uniti avranno per arrivare alla Stazione spaziale internazionale sarà soggetto a un accordo con la Russia "fintanto che non avremo la capacità di provvedere autonomamente al nostro trasporto". Una sconfitta, se si guarda indietro di 40 anni, quando la guerra fredda si era spostata nello spazio.

Attendiamo domani per saperne di più.

Francesca Mancuso

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