La pubblicità? È innamorata di social network e blog

advertisingLo dice la Nielsen Company, una compagnia americana specializzata in misurazione ed andamenti dei media e degli strumenti ad essi correlati come la TV, internet, i cellulari, ma anche le pubblicazioni: la pubblicità è innamorata dei social network e dei blog (purchè famosi).

Facebook, Myspace, ma anche Twitter per citare i più famosi, hanno insomma conquistato l'attenzione di chi naviga, dettando di conseguenza un trend di cambiamento anche nel settore della pubblicità.

Il motivo è semplice: da un'analisi comparativa tra l'Agosto 2008 e lo scorso Agosto 2009, risulta che le persone spendono in percentuale quasi il triplo del loro tempo su questi siti.

Così, le compagnie di advertising che solo un anno fa guardavano con scetticismo l'alba dei social network, oggi si affrettano a stanziare più del doppio del budget per assicurarsi la visibilità sulle pagine in cui milioni di persone caricano il proprio profilo, estendono la loro lista di contatti e gestiscono nuove e vecchie amicizie.

Le cifre sono da capogiro: prima fra tutte, l'industria dell'entertainment, che ha aumentato la spesa sulle reti sociali dell'812 percento. Segue l'industria dei viaggi con un aumento del 364 percento.

Jon Gibs, vice presidente della Nielsen per la divisione online crede che il cambio di trend, sia dettato soprattutto dalla voglia degli utenti di entrare in dialogo tra loro, permettendo un vasto scambio di idee, informazioni, commenti e suggerimenti.

Sull'onda di questa volontà, l'industria web sta crescendo a ritmi sorprendenti tanto che qualcuno è già diventato un caso mondiale: stiamo parlando di Facebook.

Fondato nel 2004 dall'allora diciannovenne Mark Zuckerberg, Facebook ha visto crescere la propria comunità dall'Università di Harvard, fino agli attuali 300 milioni di utenti mondiali. Lo scorso Agosto, è stato il social network più pagato in termini di pubblicità e secondo le stime della Nielsen, sono 10 su 13 le industrie che lo hanno scelto.

Un affare niente male per Mr. Zuckerberg che di certo non si aspettava questo successo e che si trova a cavalcare un cambiamento globale dettato in gran parte anche dalla crisi economica. Se da una parte infatti il mondo si è trovato a fare i conti con la recessione, dall'altra, si è aperto lo spazio per coltivare nuove tendenze.

Così a conti fatti, internet sta dando l'opportunità alla gente comune di dettare le nuove leggi del business. Peccato che non tutti l'abbiano capito.

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