Memoria da elefante? No da moscerino

Flickr_Fruit_Fly

Un team di studiosi presso l'Università di Oxford, ha dimostrato che manipolando con il laser 12 neuroni del moscerino della frutta, è possibile indurre nell'insetto  il ricordo di un'esperienza negativa mai avvenuta nella realtà.

Il moscerino che in natura apprende tramite gli odori ed altri segnali che riceve dall'ambiente circostante, normalmente archivia i ricordi attraverso processi fino ad oggi sconosciuti.

La ricerca, ha invece permesso di studiarne il percorso alla base del quale sono stati individuati 12 neuroni: queste piccolo gruppo di cellule è infatti responsabile dell'apprendimento e dell'associazione di odori specifici a eventi negativi, creando delle tracce mnemoniche usate dal moscerino per non incorrere nuovamente nella spiacevole esperienza.

Per identificare questi neuroni è stata adoperata una tecnica denominata optogenetica, grazie alla quale è possibile attivare cellule specifiche, geneticamente strutturate per permettere di vedere alcune proteine sensibili all'impulso laser. Gli studiosi, hanno dunque iniettato una versione di ATP (adenasina trifosfato - composto ad alta energia), nei circuiti neuronici del cervello dei moscerini, liberandoli poi in un ambiente contenente gas (methylcyclohexanol MCH).

In questa circostanza hanno rilasciato l'impulso laser che a sua volta ha stimolato l'ATP ad attivare i neuroni che rilasciano la dopamina, normalmente coinvolta nella corretta rilevanza agli stimoli sensoriali.

Così, i moscerini sono stati indotti all'apprendimento senza l'utilizzo di un "vero" input sensoriale.

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