Loki, il robot che romperà qualcosa

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La maggior parte dei robot di cui abbiamo parlato in passato sono stati realizzati da aziende o da laboratori di ricerca. Loki è invece un robot che, oltre a prendere il nome da una divinità norvegese (Mischief, mutuando il fatto che "tutto ciò che può andare storto, andrà storto ... e di solito romperà qualcosa di importante"), è stato realizzato da una sola persona, l'ingegnere David Shinsel.

Il "corpo" di Loki è stato costruito partendo completamente da zero, ed utilizzando in gran parte dell'alluminio; alto 121 centimetri e pesante 18 kg, il robot possiede anche uno schermo sul proprio petto. Le articolazioni della spalla sono azionate da motori e controllati con precisione, e le braccia terminano con mani dotate di tre dita.

È possibile interagire con il prototipo tramite un telecomando e la tecnologia Wi-Fi, nonché grazie anche al riconoscimento vocale.

L'intelligenza artificiale (AI) consente a Loki di operare in due modalità: una prima modalità, che prevede delle risposte complessivamente limitate, e la modalità “conversazione", che al contrario non consente di intuire facilmente le risposte del robot. È inoltre possibile anche ricevere delle vere “risposte” alle indicazioni fornite, grazie alla sintesi vocale - risultato dell’utilizzo del software Microsoft SAPI 5.1.

La presenza di due webcam (Logitech Notebook Pro webcam) permette poi a Loki di operare il riconoscimento del viso, l'identificazione degli oggetti, il rilevamento del movimento, l’individuazione dei colori, ed anche di muoversi autonomamente, grazie tra l’altro alle ruote delle quali è dotato. A tale scopo, è il metodo di ricerca A* a consentirgli di tracciare un percorso, sulla base di mappe pre-programmabili.

Alberto Marangio

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